Il Pd piange la morte di Mimmo Bafile

25 Luglio 2019

Aveva 79 anni. Il ricordo commosso dei tanti compagni di viaggio e il cordoglio di tutta la sinistra: è stato un maestro di vita

L’AQUILA. A tre giorni dalla proclamazione del nuovo segretario regionale e dalla costituzione della nuova assemblea del Partito democratico, Mimmo Bafile, storico dirigente del Pd, ha gettato la spugna. Il “maestro” e la “guida” di tutti i compagni di sinistra se n’è andato, a 79 anni, in punta di piedi ieri mattina nel suo letto d’ospedale, al San Salvatore dove era ricoverato. Si è spento cercando fino all’ultimo di seguire le vicende del partito, soprattutto con l’avvicinarsi del congresso regionale. La scomparsa di Bafile lascia sgomento il mondo della sinistra non soltanto all’Aquila, ma anche nel resto della regione. «Mimmo non c’è più», scrive il Pd regionale, «ma il suo sguardo rigoroso ci sarà indispensabile per essere all’altezza delle sfide che ci attendono e della responsabilità che viene dalla nostra storia». Il dolore per la scomparsa di Emidio Bafile, per tutti soltanto Mimmo, è unanime. Le parole più tenere e profonde, sono quelle dei figli: Ernesto, operatore Onu in Congo, lo saluta con un semplice: «Domani torno papà, anche se ti ho sempre chiamato Mimmo». «Stavamo leggendo lo stesso libro: “Nella notte”, di Concita De Gregorio. E nella notte sei sparito per il tuo ennesimo viaggio», scrive Pietro su Facebook, tornato all’Aquila da Firenze.
Classe 1940, nato a Chieti ma ormai da anni residente all’Aquila, città che amava e e dove viveva con la moglie Gabriella Leoni, Bafile di acqua sotto ai ponti ne aveva vista passare tanta. La militanza nel Pci, poi le tante trasformazioni del partito: Pds, Ds, infine il tormentato Pd. Era stato consigliere provinciale, poi consigliere regionale e vicepresidente del consiglio regionale dal 1985 al 1990. Fu Pietro Di Stefano, attuale presidente provinciale del Pd, a volerlo tesoriere dei Ds quando lui era segretario aquilano, ruolo che Mimmo portò avanti dal 2004 al 2007 «con grandissimo rigore», ricorda Di Stefano, «andando via lascia un vuoto nella battaglia quotidiana per i diritti di tutti». «Resterà per tutti noi esempio di generosità politica e integrità morale», le parole del Pd provinciale.
«Con Mimmo scompare un uomo che ha offerto un prezioso contributo alla crescita democratica dell’Abruzzo», il ricordo del del capogruppo regionale del Pd, Silvio Paolucci. «Ci siamo sentiti più volte», dice Michele Fina, il neosegretario regionale. «Mi ha ricordato le sue battaglie in difesa del lavoro e dei territori». «È stato il simbolo di quello che dovrebbe essere l’impegno politico», così lo ricorda l’ex sindaco dell'Aquila Massimo Cialente. «Veniva dalle lotte, dagli scioperi, dalle battaglie per i diritti. Ci ha insegnato l’unità e il rispetto», aggiunge il presidente dell’Anpi L’Aquila Fulvio Angelini. La deputata del Pd Stefania Pezzopane ha saputo a Roma della scomparsa di Bafile: «Seduto in prima fila», ricorda, «ascoltava ogni intervento e mentre parlavo non potevo fare a meno di scrutare il suo prezioso consenso». «Gli insegnamenti che lascia in eredità a chi ha avuto la fortuna di conoscerlo colma solo in parte il vuoto della sua scomparsa», commenta il capogruppo comunale Stefano Palumbo, al quale fa eco tutto il Pd aquilano: «La scomparsa di Mimmo è un colpo durissimo», scrive Stefano Albano. A partecipare commossi alla scomparsa di Bafile anche il circolo di Sinistra italiana e il Movimento giovanile della sinistra.
FUNERALI. Sarà una cerimonia civile quella con cui la città darà l'ultimo saluto a Mimmo. La camera ardente domani, a partire dalle 10 nella sala consiliare dell'Emiciclo. Alle 12, la partenza per la cremazione, ultimo lascito e desiderio di Mimmo.
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