Il Pd sospende Peppe Di Pangrazio

24 Settembre 2020

L’accusa per l’ex presidente del consiglio regionale: attività contro il suo partito

AVEZZANO. Un provvedimento di sospensione dal Partito democratico per l’ex presidente del consiglio della Regione Abruzzo, Giuseppe (Peppe) Di Pangrazio. L’ha emesso la Commissione di garanzia regionale presieduta dall’avvocato Carlo Benedetti. Provvedimento di qualche giorno fa ma reso noto soltanto a urne chiuse. La “colpa” di Giuseppe Di Pangrazio, fratello dell’aspirante sindaco finito al ballottaggio, Gianni, è quella di aver svolto attività politica contro il suo partito, a sostegno appunto del familiare. Il Pd alle Comunali di Avezzano si è schierato con Mario Babbo. Uno sgarro per i Dem, visto che Giuseppe Di Pangrazio è stato per dieci anni in Regione sotto le loro insegne. Provvedimento che nel Pd potrebbe non essere l’unico. Dai vertici locali del partito, però, bocche cucite.
Intanto, all’indomani dello spoglio che ha visto il testa a testa tra Tiziano Genovesi e Mario Babbo, quest’ultimo sostenuto da 4 liste civiche, il Pd appunto e Avezzano viva, il segretario regionale Dem, Michele Fina, punzecchia i leghisti e il centrodestra. «Ad Avezzano», afferma Fina, «dove il Pd si è rigenerato attraverso un percorso molto bello, la Lega soltanto l’anno scorso era al 38%: adesso il candidato a sindaco Genovesi, con Lega, FdI e 2 liste di centro, arriva appena al 20. La partita, però, non è chiusa». Il segretario Dem, quindi, attende gli sviluppi del caso. «Assieme a Mario Babbo», aggiunge Fina, «decideremo il da farsi se non dovesse toccare a lui andare al ballottaggio. Per quanto riguarda il quadro degli altri Comuni, quasi ovunque il Pd ha confermato i sindaci e le amministrazioni uscenti, altri li abbiamo conquistati con risultati clamorosi sia in provincia di Pescara che dell’Aquila. In altri non ce l’abbiamo fatta perché abbiamo ereditato divisioni del passato, ma rivendichiamo di non averne aggiunte di nuove: anche dove ha perso, il Pd c’è, come infrastruttura democratica che, a livello regionale, dal voto acquisisce la responsabilità di prepararsi a essere alternativa in una fase politica delicata, in cui si intersecano la crisi economica che mostrerà ancora conseguenze nei prossimi mesi e la necessità di gestire le risorse in arrivo dall’Ue, che dovranno cambiare anche l’Abruzzo».
I centristi della coalizione Genovesi prendono posizione. «I voti moderati», sottolinea Carlo Giolitto, coordinatore provinciale Udc, «hanno consentito al centrodestra di andare al ballottaggio: la coalizione esiste e conquista risultati grazie al contributo del centro, determinante per conquistare quell’elettorato: se non c’è, allora il centrodestra non vince».