Il Piano Case? Affidiamolo in comodato a Stati esteri

22 Maggio 2016

L’AQUILA. Un cittadino, Guido Botta, lancia una proposta che sulla carta risolverebbe tutte le problematiche legate al Piano Case e darebbe un senso e un ruolo all’aeroporto di Preturo il cui...

L’AQUILA. Un cittadino, Guido Botta, lancia una proposta che sulla carta risolverebbe tutte le problematiche legate al Piano Case e darebbe un senso e un ruolo all’aeroporto di Preturo il cui grosso problema è che non ha “utenti”. «Con il procedere della ricostruzione del centro storico della città» scrive Botta «cominceranno a liberarsi progressivamente la maggior parte degli alloggi attualmente occupati nell'ambito dei vari progetti Case e progressivamente si andrà ad ottenere la disponibilità di interi complessi (esempio Cese di Preturo/ Sassa Scalo). Una volta sistemati gli alloggi eventualmente danneggiati e provveduto ad una ordinaria manutenzione generale, l'Amministrazione potrebbe avere la possibilità di gestire una parte o l'intero complesso reso disponibile, proponendolo in comodato d'uso gratuito per un prolungato periodo di tempo (20/30 anni o anche periodi maggiori) ad una serie di Stati, sia europei che di altri continenti, affidando a ciascun Stato la manutenzione ordinaria dei rispettivi fabbricati, come il tipo di contratto prevede.La prima ed immediata conseguenza che porterebbe questo tipo di operazione è che l'Amministrazione si sgraverebbe dei consistenti costi di manutenzione delle strutture, per le quali, una volta instaurato il rapporto proposto, andrebbe a limitare il proprio intervento alle sole opere legate alla manutenzione straordinaria, che per altro sussistono qualsiasi sia l'utilizzo dei fabbricati. Obiettivo dell'Amministrazione sarà quello di "offrire" a ciascun Stato delle superfici residenziali con lo scopo che queste vengano utilizzate, in maniera prioritaria, per lo sviluppo di progetti e rapporti relativi a tutte le principali realtà e le eccellenze del territorio (Università/ Laboratorio e Scuola del Gran Sasso/ Turismo) e in un ottica più ampia, per porre in atto quello di cui da tanto tempo si parla, ovvero lo sviluppo della Città dell'Aquila come "satellite della Capitale", creando le basi per un flusso di contatti e di iniziative tali da far decollare il progetto di collegamento dell'Asse Roma - L'Aquila. Data la semplicità del rapporto proposto, ritengo che l'adesione agli eventuali contratti di comodato e la conseguente possibilità di sviluppo rappresentata dal flusso di scambi generati, sia reale e concreta, confidando anche sui "crediti" determinati dalle promesse incompiute e dagli impegni che alcuni Stati avevano preso con la Città dell'Aquila nel dopo terremoto. E' infatti presumibile pensare che uno Stato invitato a condividere la proposta e a cui venga offerta l'opportunità di avere a disposizione, a titolo gratuito, delle residenze di proprio uso esclusivo, a meno di un’ora da Roma, con tutto quello che la stessa rappresenta sia stimolato a sviluppare i rapporti con il nostro Stato ed in particolare con l’Abruzzo, intensificando la propria presenza con iniziative predeterminate o con altri ulteriori rapporti legati a nuove esigenze o progetti. Per la predisposizione e lo sviluppo di questo progetto, diventa necessaria e strategica la presenza dell'Aeroporto di Preturo che risulterebbe, a questo punto, essenziale per il collegamento della nostra Città con Roma e con gli altri scali nazionali, in quanto il progetto pone in essere dei rapporti capaci di generare un reale e progressivo aumento di flussi di scambio. Rivolgendomi a quanti, come me, vivono la Città del dopo terremoto, con un forte senso di insoddisfazione per tutto quello che si poteva e si doveva fare e che non è stato preso nella giusta considerazione, ho ritenuto opportuno proporre e condividere la mia idea per evidenziare quanto si potrebbe ancora fare, ma che, l'attuale classe politica, non è in grado di proporre».

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