«Il Piano sanitario va sospeso»
Tabacco chiede l’intervento del ministro: solo così salveremo i piccoli ospedali
TAGLIACOZZO. Sospensione del Piano sanitario regionale e potenziamento dei servizi dei presidi ospedalieri montani. È ciò che la presidente del Comitato regionale per la difesa degli ospedali minori e dei punti-nascita d’Abruzzo, Rita Tabacco, chiede al ministro della Salute, Giulia Grillo, e alla Regione.
Al ministro la Tabacco, che è anche avvocato, ha già prospettato per iscritto la necessità di «sospendere con un atto di propria e specifica giuridica competenza il Piano sanitario regionale», che avrebbe come conseguenza «la riapertura del pronto soccorso nei piccoli ospedali, trasformati in centri di primo intervento, e dei punti-nascita degli ospedali abruzzesi, a cominciare da quello di Penne». Alla Regione, la Tabacco, sulla base dell’atto di indirizzo adottato dalla giunta il 28 ottobre 2018, chiede l’adozione di misure che mettano gli ospedali di Tagliacozzo, Pescina, Casoli, Guardiagrele e Gissi, nelle condizioni di assicurare ai cittadini un’adeguata assistenza, così come impone l’articolo 32 della Costituzione, «che», ricorda la Tabacco, «tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. Diritto, che non a tutti verrebbe garantito», aggiunge, «qualora ospedali dislocati in territori decentrati venissero ridimensionati o addirittura chiusi».
Ma un intervento del ministro della Salute potrebbe rischiare di creare un conflitto di competenze tra lo Stato e la Regione? «In materia di sanità», spiega la Tabacco, «la legislazione non preclude allo Stato la possibilità di intervenire per garantire a tutti i cittadini gli stessi livelli essenziali di assistenza. Nel caso in ispecie, la sospensione del piano sanitario, adottato dalla giunta guidata da Luciano D’Alfonso, produrrebbe un effetto immediato: il ripristino della piena funzionalità delle strutture di pronto soccorso, che verrebbero così messe in condizioni di assicurare ai cittadini l’assistenza 24 ore su 24, e dei punti-nascita».
Il Comitato regionale per la difesa dei presidi ospedalieri minori nasce, «a tutela della salute» – si legge nell’atto costitutivo – il 22 febbraio 2016.
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