Il piano sulle terapie intensive solo per L’Aquila e Avezzano

7 Febbraio 2021

SULMONA. Nella riorganizzazione del percorso delle terapie intensive nell’ambito dell’Asl 1, il direttore generale Roberto Testa (nella foto) sceglie di potenziare solo quelle degli ospedali dell’Aqui...

SULMONA. Nella riorganizzazione del percorso delle terapie intensive nell’ambito dell’Asl 1, il direttore generale Roberto Testa (nella foto) sceglie di potenziare solo quelle degli ospedali dell’Aquila e di Avezzano tenendo ancora una volta fuori l’ospedale di Sulmona. Su un totale di 5.761.568,77 euro, Testa ha assegnato 3 milioni e 500 mila euro all’Aquila e circa 2 milioni e 200 mila all’ospedale marsicano. Una decisione contestata sia dagli addetti ai lavori che dalla responsabile del Tribunale della salute, Catia Puglielli, che punta il dito contro i vertici Asl. «La Asl e la Regione Abruzzo nel definire il percorso di potenziamento delle terapie intensive non hanno preso assolutamente in considerazione la difficile situazione in cui versa l’ospedale di Sulmona trasformato di fatto in medicina Covid senza avere gli strumenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica», sottolinea Puglielli, «sacrificando addirittura i posti di rianimazione, nonché l’unico posto di terapia intensiva per l’emergenza coronavirus, hanno di fatto pregiudicato le attività chirurgiche ordinarie. Abbiamo bisogno di investimenti in termini di risorse strumentali e umane per fronteggiare l'emergenza e consentire un percorso assistenziale pulito per tutti i malati non affetti da coronavirus ma altrettanto bisognevoli di cure». Solo pochi giorni fa, nel corso della sua visita agli ospedali di Sulmona e Castel di Sangro, Testa aveva assicurato interventi immediati per liberare dai pazienti Covid il reparto di rianimazione e il raddoppio dell'unico posto di terapia intensiva a pressione negativa. Evidentemente aveva dimenticato i contenuti della delibera da lui stesso firmata. (c.l.)