Il pm: «Sceneggiata miserabile» Si indaga su altri cinque casi

Il dottore telefonicamente dispensava consigli ai pazienti su come comportarsi per future visite E un perito della Procura esprime dubbi sull’operato delle commissioni esaminatrici
AVEZZANO. Ci sono almeno altri cinque casi di presunti illeciti su cui gli investigatori stanno lavorando. Inoltre, il consulente tecnico nominato dalla Procura di Avezzano per esaminare il caso di Sonia Sinibaldi esprimme seri dubbi sull’operato delle commissioni mediche che hanno riconosciuto le indennità alla donna. L’indagine, dunque, non è finita.
Il medico Fabio Ranalli, sempre secondo l’accusa, avrebbe avuto condotte finalizzate a favorire illecitamente aspiranti (senza titolo) a pensioni di invalidità. In particolare numerosi contatti con una donna, alla quale telefonicamente dispensa consigli su come comportarsi in una futura visita medica. La stessa donna, impiegata della Asl, si impegna per fare ottenere indebite agevolazioni ad altre pazienti portate da Ranalli, promettendo il proprio interessamento in riferimento alla visita di un’altra paziente.
Altri rapporti di dubbia natura, sempre stando alle accuse, il dottor Ranalli li ha mantenuti con una donna che, dovendo sostenere visita negli uffici dell’Inail per il riconoscimento di un’indennità, mantiene contatti telefonici con il medico ricevendo istruzioni su quanto fare e cosa dire in occasione degli incontri davanti alle commissioni esaminatrici. Situazioni simili, per gli inquirenti, si sono verificate in almeno altri due casi.
Ma c’è dell’altro. La Procura si è affidata a un consulente per far esaminare tutta la documentazione acquisita dai carabinieri. Perizia che non solo ha confermato e rafforzato il quadro accusatorio nei confronti dei due indagati ma ha gettato diverse ombre sull’operato delle commissioni mediche che avevano esaminato il caso della donna di Ortucchio.
Secondo il consulente, i sanitari «sottovalutarono, pur essendo indotti dagli indagati (compreso il Ranalli se presente alle visite in qualità di medico di parte e, dunque, con particolari obblighi deontologici), gli ineludibili risvolti controfattuali che ogni accertamento medico-legale tassativamente impone».
Per il pm Maurizio Maria Cerrato, la Sinibaldi ha «un’elevata propensione a delinquere». E il dottor Ranalli «è venuto meno al proprio giuramento di medico» e ha «infangato una così nobile professione» perché «ha posto le proprie conoscenze tecniche non al servizio degli altri, bensì a servizio del profitto», avendo contribuito con i propri consigli professionali «all’allestimento di una sceneggiata così miserabile». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

