Il prefetto vieta l’aperitivo della vigilia
Il no dal comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Controlli in strada con l’etilometro e nei locali per la vendita di alcolici
L’AQUILA. L’aperitivo della vigilia di Natale non si farà. Il tradizionale rito del 24 dicembre degli aquilani, che richiama in centro storico migliaia di persone, quest’anno è troppo rischioso. Dopo le polemiche che avevano spaccato i gestori dei locali – alcuni ne avevano proposto una forma ridotta con l’adozione di stringenti misure di sicurezza – è arrivato il diniego del Comitato ordine e sicurezza pubblica, riunito ieri in prefettura su convocazione del prefetto Cinzia Torraco. Il provvedimento è di fatto già efficace, rientrando nelle norme approvate dal Comune. Anche chi non ha mai saltato il brindisi del 24 dagli anni ’90, come il presidente del coordinamento delle associazioni dei disabili Massimo Prosperococco, aveva chiesto alla politica un atto di fermezza, vista la situazione di particolare emergenza dovuta alla pandemia.
COMITATO SICUREZZA. Presieduto dal prefetto si è tenuto in videoconferenza il comitato ordine e sicurezza pubblica per la determinazione delle misure di vigilanza da adottare in occasione delle festività natalizie. Alla riunione hanno preso parte il questore, i comandanti dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e il sindaco Pierluigi Biondi. «Nell’incontro», fanno sapere dal palazzo del governo, «il prefetto ha ribadito la necessità di intensificare i servizi di controllo sul territorio provinciale, dando seguito, peraltro, alle raccomandazioni pervenute dal capo della Polizia Franco Gabrielli. Per quanto concerne il tradizionale rito dell’aperitivo della vigilia di Natale, si è convenuto di non rendere possibile l’effettuazione dello stesso, in considerazione dell’alto rischio di possibili assembramenti e nella determinazione, espressa da tutti i presenti, di attuare tutte le misure possibili per contenere la diffusione del virus». Per arginare la possibilità che si creino comunque assembramenti per scambiarsi gli auguri brindando, «saranno intensificati sia i controlli con etilometri previsti su tutte le strade, che quelli negli esercizi commerciali per il rispetto del divieto di vendita di bevande alcoliche ai minori». Nella stessa riunione è stato deciso che «analoga attenzione sarà rivolta al mercato domenicale natalizio che si svolge a piazza Duomo: sono state concordate misure di controllo che verranno disciplinate attraverso la creazione di varchi di accesso e di uscita per l’ingresso a scaglioni di un numero limitato di persone nell’ovale della piazza». E non mancheranno controlli nelle stazioni sciistiche, che sono chiuse fino al 7 gennaio, «per evitare l’elusione del divieto di accesso alle piste, e sulle strade di montagna per la problematica relativa alle seconde case». PROSPEROCOCCO. «Quanto vale una singola vita? Quante “tazze” vale una vita? Ognuno di noi», sottolinea Prosperococco, «ha già la risposta dentro. Ho partecipato dagli anni ’90 all’aperitivo “laico” del 24 deju Boss, pochi intimi e auguri intensi, ho visto crescere esponenzialmente la partecipazione, ho speso impegno per portare la gente alla riapertura dell’8 dicembre del 2009 del locale, le immagini Rai con una mia intervista fecero il giro del mondo, compreso l’emozionante aperitivo della vigilia dello stesso anno, momenti intensi e di un ritorno all’Aquila fortemente voluto e desiderato. Con i miei amici non abbiamo mai saltato, compreso il 2019, il brindisi delle 12 del 24 dicembre. Puntualizzo questo per essere estremamente chiaro: non sono un bacchettone che è contro questa festa della città, io la amo. Questa volta, però, c’è bisogno di un altro messaggio forte e chiaro: l’aperitivo del 24 non si deve fare!».
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