Il primario Marinangeli avvisa: «I ricoveri non si arrestano»

10 Aprile 2021

Decesso all’ospedale San Salvatore per una donna di 88 anni originaria di Rovere di Rocca di Mezzo I timori principali sono legati ai contagi diffusi in ambito familiare: attesa per gli esiti dei giorni festivi

L’AQUILA. Il picco nel reparto di Terapia Intensiva dell’ospedale San Salvatore si è registrato a cavallo delle festività pasquali, con 13 pazienti ricoverati, per la maggior parte provenienti dalla Marsica. La nuova ondata di contagi allarma il primario Franco Marinangeli, che sottolinea come si tratti, nella maggior parte dei casi, di focolai familiari, con i più giovani che trasmettono il virus ai parenti. Secondo il bollettino della Regione, ieri L’Aquila è stata la città più colpita, con ben 42 contagi, rispetto ai 23 del giorno precedente. Stessa situazione per la provincia: 136 nuovi casi, primato in Abruzzo, con un’incidenza su 100mila abitanti di 209,6. Si è registrata una nuova vittima per le conseguenze del Covid. Si tratta di Giuseppina Valente, di 88 anni, di Rovere di Rocca di Mezzo.
MARINANGELI. L’ultimo appello il primario della Terapia Intensiva lo ha lanciato sul Centro il giorno di Pasquetta: a distanza di meno di una settimana, i reparti Covid restano affollati e la situazione è in peggioramento, anche a causa delle varianti, che si sono rivelate molto aggressive. E negli ultimi giorni si sono contati anche diversi decessi. «Tanti i pazienti che continuano ad arrivare dalla Marsica», spiega Marinangeli, «e i ricoveri non si arrestano. Si è invertita la tendenza della seconda ondata, quando il reparto era affollato di aquilani: tra gli oltre 130 ricoveri della terza ondata, la percentuale più alta proviene da Avezzano e zone limitrofe». Marinangeli si augura che non si tocchi un’altra fase di emergenza, ma fanno temere i focolai familiari: «Se ci sono stati assembramenti e tavolate durante le festività», aggiunge, «sarà inevitabile osservare una nuova diffusione. Purtroppo, gli appelli alla responsabilità e all’osservanza delle misure di prevenzione spesso cadono nel vuoto. Anche chi si è vaccinato, o ha ricevuto la prima dose, non deve assolutamente abbassare la guardia e continuare a indossare la mascherina e a mantenere il distanziamento sociale».
NUOVA TAC. L’ospedale si dota di una nuova Tac, riservata ai pazienti Covid. Si tratta di un macchinario di ultima generazione, acquistato dall’Asl coi fondi destinati all’emergenza sanitaria e costato 400mila euro. L’apparecchiatura è stata scaricata ieri e sono iniziati i lavori di montaggio: potrebbe entrare in funzione la prossima settimana».
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