Il prof commosso ricorda Giosuè: «Ragazzo tenace, quanto dolore»

27 Giugno 2021

Il 19enne aveva affrontato brillantemente l’esame di maturità e voleva fare Ingegneria informatica La preside dello Scientifico, Ulisse: «Vicini alla famiglia Carusi». Parla l’ex allenatore di nuoto

CELANO. Voleva iscriversi a Ingegneria informatica e continuare a fare sport, tra piscina e palestra. Voleva inseguire i suoi sogni Giosuè Carusi, 19 anni. Quei sogni infranti in un maledetto pomeriggio di inizio estate. Il giovane di Celano, in sella alla sua moto, si è scontrato venerdì con un fuoristrada lungo la statale che collega Celano con Avezzano. È morto poco dopo in ospedale, lasciando nello sgomento generale Celano, il suo Liceo scientifico e quanti l’hanno amato. «Per un periodo ha fatto attività agonistica nel Centro Italia nuoto», racconta l’ex allenatore Alessandro Dell’Olio, «era un bravo ragazzo, molto tranquillo. L’ho allenato fino ai 14 anni, poi ha continuato a fare delle partite di pallanuoto e a coltivare questa passione. Ha lasciato quando ha iniziato a studiare alle superiori ad Avezzano, ma veniva ad allenarsi in palestra, sempre a Celano. Era molto unito con gli altri compagni e quando poteva passava a salutarci».
Il 19enne aveva fatto del nuoto non solo una passione, ma anche un lavoro. Grazie alla sua preparazione, l’estate la trascorreva come assistente in una struttura ricettiva di Ovindoli. Lunedì si era diplomato al Liceo Scientifico Vitruvio Pollione di Avezzano e, dopo qualche giorno di pausa, avrebbe iniziato la stagione a bordo piscina.
«Me lo ricordo molto bene», afferma la preside Nicolina Tania Ulisse, «avevo parlato più volte con lui e con i genitori durante la didattica a distanza e abbiamo mantenuto rapporti stretti per tutto l’anno scolastico. Penso che qualsiasi parola non possa rendere l’idea del dolore che stiamo provando. Questi ragazzi sono nostri figli, purtroppo a quell’età si sentono padroni del mondo ma manca l’esperienza della vita e non sono coscienti dei problemi che la vita stessa presenta. Abbiamo inviato il nostro messaggio di cordoglio alla famiglia per esprimere loro vicinanza».
I compagni di classe, che con lui avevano riso e scherzato nel pranzo di fine anno, sono sconvolti. Si sono scambiati messaggi e telefonate e poi si sono riversati all’obitorio dell’ospedale di Avezzano, come per stargli ancora vicino. «L’ho sentito l’ultima volta domenica sera per messaggio e l’ho visto lunedì all’esame», il commosso racconto di Francesco Sabatini, docente di Scienze, «era preoccupato, pensava di non essere preparato abbastanza e invece ha fatto un’ottima esposizione. Quest’anno si era dovuto assentare per un lungo periodo da scuola, per problemi personali. Aveva continuato a seguire le lezioni con la didattica a distanza, ma aveva il time di aver fatto troppe assenze. Si è messo sotto e ha recuperato, tenace com’era, tanto che all’esame è andato molto bene. È partito da matematica, poi è passato ai semiconduttori e ha concluso dicendo che si sarebbe iscritto a Ingegneria informatica. Vedere morire un ragazzo che si stava affacciando alla vita, che aveva avuto un percorso così difficile e lo aveva superato è veramente straziante per tutti».