Il quartiere continua la battaglia: «Via subito i tralicci del degrado»

Nonostante le sentenze favorevoli dei tribunali, le strutture inutilizzate non sono state rimosse da Rfi Il comitato di Scalzagallo si appella al Comune: «Faccia rispettare le sentenze, i piloni sono pericolosi»
AVEZZANO. Monumenti al degrado e simboli di una vera e propria battaglia di quartiere. I giganti d’acciaio, tralicci di un elettrodotto delle Ferrovie mai realizzato, sono ancora al loro posto. E inutili sono state le sentenze dei tribunali amministrativi. Ora i residenti del quartiere residenziale di Scalzagallo chiedono che le decisioni dei tribunali vengano fatte rispettare. Si appellano anche al Comune affinché sollecitano la rimozione dei tralicci che sono un vero e proprio simbolo del degrado cittadino.
Si tratta dei tralicci dell’elettrodotto delle Ferrovie iniziato e mai ultimato tra via Collelongo e Scalzagallo, in direzione San Pelino. Nel 2019 si è pronunciato il Consiglio di Stato che con una sentenza ha scritto la parola fine su una vicenda che da anni animava le aule di tribunale. I 150 residenti che si erano uniti per contrastare Rfi, e spingerla a togliere definitivamente i pali dell’elettrodotto, hanno vinto. Una vittoria di Pirro, però, perché i tralicci sono rimasti. Una lunga battaglia che per anni ha costretto gli abitanti a difendere in tribunale i loro diritti e a ribadire che la tutela della salute veniva prima di tutto.
Ora che sembra tutto finito, però, resta l’incognita su tempi e modi per lo smantellamento. L’intervento già predisposto dal Tribunale amministrativo regionale è molto costoso e potrebbe non avvenire mai. Qualora i tralicci abbandonati ormai da tempo non fossero rimossi volontariamente da parte dell’azienda proprietaria, dovrebbe essere il Comune di Avezzano a chiedere in via forzata lo smantellamento.
«Per tale motivo», spiega Sirio Celeste, uno dei residenti del quartiere e componente del Comitato spontaneo che per decenni ha lottato per il rispetto della normativa, «ho consegnato tutta la documentazione al vicesindaco Domenico Di Berardino affinché il Comune si muova e faccia rispettare le sentenze. Per ora non si è mosso nulla. Inoltre i tralicci sono molto pericolosi. Se qualcuno ci si dovesse arrampicare e cadere, di chi sarebbero le responsabilità?».
Secondo il comitato l’ipotesi di un interramento non è più praticabile, visto che la linea elettrica, a oggi, non è più necessaria e il progetto è stato abbandonato da Rete ferroviaria italiana. Quindi non resta altro da fare che portare via i maxi tralicci che hanno il diametro di base di oltre un metro. Nel 2020 era stata anche inviata una lettera al commissario prefettizio Mauro Passerotti, sollecitando iniziative. Fino a oggi però non è stato fatto nulla. Resta vincolante a carico di Rfi l’originaria disposizione dell’ordinanza del 18 giugno 2010 di effettuare l’interramento dell’elettrodotto. Per tale motivo i residenti chiedono che vengano adottati con urgenza i provvedimenti necessari ad attuare le due pronunce.
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