Il racconto della Shoah dalle parole di un’attrice

4 Febbraio 2017

Per la Giornata della memoria spettacolo-verità al Teatro dei Marsi La Generali ha esaltato la figura di una sopravvissuta ad Auschwitz

AVEZZANO. In occasione della Giornata della Memoria, come ogni anno, al Teatro dei Marsi di Avezzano si è tenuto uno spettacolo riguardante la Shoah, una tematica molto trattata attraverso spettacoli e manifestazioni di varia natura. “Tornare per scrivere, fuggire per ricominciare”, è questa una delle frasi più significative del libro di Ruth Kluger che ha ispirato l’omonimo spettacolo “R-Esistere-Vivere ancora”, proposto dal Teatro dei Colori, ideato ed interpretato da Simona Generali. L’attrice e regista, già protagonista di uno spettacolo sulla Resistenza partigiana in Toscana, tra le varie vicende che hanno caratterizzato l’Europa del primo Novecento ha scelto di trattare il tema dell’ Olocausto.

«L’originalità dello spettacolo sta nell’aver portato in scena la testimonianza di una donna che, oltre ad essere una sopravvissuta di Auschwitz, è riuscita a riprendere in mano la sua vita ed affrontarla con grande coraggio; infatti, quaranta anni dopo essere scappata in America ed essersi salvata, vuole raccontare quello che le è accaduto, la sofferenza di quegli anni e come l’esperienza vissuta l’abbia profondamente segnata, ma non si è mai arresa», queste le parole dell’autrice che continua: «Tante persone, una volta uscite dai campi di concentramento, hanno riportato traumi a livello psicologico e difficoltà a reinserirsi nella società, invece lei ha saputo reagire». L’ originalità del racconto messo in scena ha riguardato anche la rappresentazione della fuga dal campo e delle difficoltà incontrate dai sopravvissuti una volta riacquistata la libertà. I superstiti, una volta liberati, dovettero affrontare i pregiudizi altrui, il razzismo non era stato del tutto debellato, e molte donne ebree subirono violenze dai soldati russi ed americani. L’attrice stessa ha rivelato quanto sia stato toccante e difficile immedesimarsi in un ruolo così forte, entrare nel personaggio e nella sua psicologia di bambina che soffre un tale dramma, ma ancora più difficile è stato riuscire, una volta terminato lo spettacolo, tornare nei suoi panni.

Come in tutti i suoi spettacoli, anche questa volta Simona Generali ha deciso di affrontare la tematica delle donne, a lei molto cara e che mai come in questo momento risulta essere di grande attualità. Insolita è stata inoltre la scelta della scenografia, poiché invece di proiettare, come spesso accade, le classiche immagini raffiguranti l’orrore dello sterminio, di cumuli di cadaveri e di Vienna distrutta, l’autrice ha deciso con un atto di coraggio di osare, servendosi di immagini di paesaggi naturali, della Terra e dello spazio, sottolineando il rapporto tra l’uomo e il cosmo. Il pubblico, composto prevalentemente da studenti, ha mostrato grande interesse e partecipazione. La speranza è che questo genere di eventi aiutino a ricordare, poiché chi non ricorda diventa egli stesso fautore di atrocità.

Annalinda Di Cosimo,

Arianna Ciucci , Beatrice Eligi,

Giorgia Agostini,

Lucilla Chimienti

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