Il regista Miniero: partire da Avezzano è emozionante

11 Febbraio 2017

AVEZZANO. «Partire da un piccolo centro è sicuramente più emozionante che partire da un grande centro» ha dichiarato Raoul Bova, protagonista, insieme a Chiara Francini, dello spettacolo “Due”, al...

AVEZZANO. «Partire da un piccolo centro è sicuramente più emozionante che partire da un grande centro» ha dichiarato Raoul Bova, protagonista, insieme a Chiara Francini, dello spettacolo “Due”, al teatro dei Marsi di Avezzano, diretto dal regista napoletano Luca Miniero. Lo spettacolo, assai apprezzato dal pubblico, affronta il tema attuale della difficile vita di coppia, messa in crisi da altre figure quali amici, genitori, figli, amanti, che contribuiscono a turbare la loro serenità. I due protagonisti Paola (Chiara Francini) e Marco (Raoul Bova) provano a costruire in una stanza vuota un letto matrimoniale, metafora della loro vita a due, interrogandosi sul futuro. Emergeranno, così, due visioni completamente diverse della vita insieme.

Qualche ora prima del debutto il regista si è mostrato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande poste da noi ragazzi del Liceo Classico “ Torlonia” di Avezzano, che partecipano al corso di giornalismo.

Perché il debutto proprio ad Avezzano?

«Venire ad Avezzano è stata una scelta del mio amico Michele Gentile, che gestisce questo teatro. Avevamo bisogno di dieci giorni per concentrarci e lavorare in un teatro vero, grande e strutturato come questo, che consente anche di non spostare le scene. Proseguiremo poi a Caserta e successivamente in altri teatri».

Nei suoi film sviluppa spesso il confronto tra personaggi, mondi e ideologie. Si può affermare lo stesso per questo spettacolo?

«In realtà questo spettacolo parla di una coppia che si deve ancora sposare e racconta le varie vicende prima del matrimonio, attraverso il montaggio di un letto. I due protagonisti si sfidano anche verbalmente, confrontando i loro pensieri».

Lei è stato regista di molti film divertenti come “Benvenuti al sud, cosa lo ha portato ad allontanarsi dalla commedia per rappresentare una storia più romantica?

«In realtà rimane anche questa una commedia, è uno spettacolo divertente. È il mio primo lavoro teatrale ed è una delle prime volte che affronto il tema dell’amore, che ho precedentemente trattato solo nel film “Questa notte è ancora nostra”.

Lei si è trasferito dalla sua città natale, Napoli, a Milano, dove ha prodotto la sua prima opera. Quanto la sua terra di origine lo ha ispirato? Le manca Napoli?

«In realtà adesso vivo tra Roma e Firenze, ma spesso nei miei film si parla di Napoli dove torno spesso e amo molto raccontare ai miei figli della mia città di origine. Gli impegni e la mia famiglia compensano la nostalgia che provo.Spero che il mio spettacolo piaccia» conclude Luca Miniero e la sua aspettativa non è stata delusa.

Laura Pietrobattista

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