Il rettore Alesse registra e diffonde un video: «A fine emergenza la cerimonia delle lauree»

13 Marzo 2020

Dalle aule dell’Università agli schermi di cellulari, tablet, computer. Anche l’Ateneo aquilano ai tempi del Coronavirus si affida alla tecnologia. E mentre il rettore Edoardo Alesse (nella foto),...

Dalle aule dell’Università agli schermi di cellulari, tablet, computer. Anche l’Ateneo aquilano ai tempi del Coronavirus si affida alla tecnologia. E mentre il rettore Edoardo Alesse (nella foto), con un video registrato nel proprio studio e diffuso sul sito univaq.it e sulla pagina Fb dell’Università, riassume il contenuto dell’ultimo decreto approvato e invita tutti a rispettare le regole, da qualche giorno si rincorrono le foto delle postazioni “operative” dei docenti all’interno delle proprie abitazioni, corredate dagli hashtag #iorestoacasa e #UnivAQèAncheQui. Immagini di scrivanie, sedie, computer e libri, a volte in compagnia di cani, gatti o peluche, ma anche di chitarre e piante: foto familiari e rassicuranti che permettono agli studenti di entrare, per un attimo, nelle case e nelle vite dei docenti. Più istituzionale, invece, l’immagine del rettore, anche lui seduto sulla scrivania, ma con alle spalle tre bandiere (italiana, europea e col simbolo dell’Università), evidentemente nello studio di Palazzo Camponeschi. «Dalla settimana prossima erogheremo le lezioni e gli esami a distanza per via telematica. Anche le sedute di laurea si svolgeranno in date riprogrammate e unicamente in modalità online», spiega Alesse all’inizio del messaggio che dura poco più di tre minuti. «Terminata l’emergenza sarà organizzata comunque una cerimonia nella quale daremo giusto rilievo a questo momento così importante per gli studenti e le loro famiglie». Il rettore poi assicura che «il direttore generale ha dato disposizioni per una gestione temporanea delle strutture amministrative riducendone le attività a quelle essenziali e non procrastinabili». Infine l’invito, non solo da rettore, ma anche da medico: «I virus sono parassiti intracellulari che vivono solo entro i loro ospiti, che se li trasmettono l’un altro più o meno efficacemente in ragione delle loro abitudini di vita. Il nuovo coronavirus è capace di provocare un numero significativo di polmoniti interstiziali che richiede il trattamento in unità di terapia intensiva. Al momento non abbiamo né farmaci nei vaccini efficaci. Quindi l’unico modo per proteggerci e proteggere le fasce più fragili è quello di prevenire il contagio. Lavatevi le mani spesso, evitate di frequentare locali affollati, viaggiate il meno possibile, tenendo a mente che il virus viaggia solo con gli uomini. State a casa e utilizzate utilmente il vostro tempo». (m.c.)