Il Rito dei serpari guarda all’Unesco

Cocullo, a sostegno della candidatura un progetto che vede coinvolti i luoghi di San Domenico
COCULLO. Oltre 1.800 firme già raccolte e una rete in cui coinvolgere tutti i luoghi attraversati da San Domenico per favorire lo sviluppo sociale ed economico di territori che, altrimenti, rischierebbero l’abbandono. Sono questi i punti più importanti sui quali si fonda la richiesta avanzata dal Comune di Cocullo e dal comitato promotore, per ottenere il riconoscimento del Rito dei Serpari di San Domenico come patrimonio immateriale dell’Unesco. La notizia è stata data nel corso di una conferenza stampa servita anche ad illustrare la strategia che si intende perseguire per arrivare a questo ambito riconoscimento. A tal fine sarà costituita oggi, a Cocullo, un’associazione temporanea di scopo per valorizzare i percorsi della devozione a San Domenico abate. Sono previste le adesioni di Villalago, Anversa degli Abruzzi, Bugnara, Pretoro, Villamagna, Palombaro, Pizzoferrato, San Pietro Avellana, Fornelli, Sora, Sant’Elia Fiumerapido, Atina.
«L’obiettivo è unirsi con le altre comunità che condividono il culto del Santo e i luoghi dove viene venerato», afferma Loreta Di Risio, assessore alla Cultura del Comune di Cocullo, «per creare un progetto che attraverso i cammini religiosi favorisca lo sviluppo del territorio e consenta di conservare tradizioni e culti come quelli di San Domenico». Secondo l’assessore infatti il Centro Abruzzo soffre di un continuo e preoccupante spopolamento e in particolare paesi come Cocullo, con i suoi appena 250 abitanti, rischiano di scomparire. E con loro anche le secolari tradizioni che richiamano migliaia di turisti da ogni parte del mondo, quali il Rito dei Serpari. La carta segreta che Comune e comitato promotore intendono giocare sul tavolo dell’Unesco è proprio la creazione di una rete di soggetti che insieme possano esaltare la valenza culturale e turistica e non solo religiosa del progetto. Quattro sono i piani sui quali si sviluppa l’azione del comitato promotore: il consenso dei cittadini, il coinvolgimento delle università, gli operatori economici e il sostegno delle istituzioni. «Per questo presenteremo a breve una richiesta di salvaguardia urgente», afferma l’antropologa Omerita Ranalli, «per evitare lo spopolamento di un territorio con l’obiettivo di attirare risorse economiche e investimenti che ne possano favorire la ripresa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

