Il ritorno di Cialente: non mi serve un vice

24 Agosto 2010

Il sindaco polemizza a distanza con De Matteis. Commissario, spunta l'ipotesi Cicchetti

L'AQUILA. «Un vice per me? Semmai il problema è di Chiodi che l'ha chiesto». Il sindaco Massimo Cialente proprio non ci sta al commissariamento dei commissari. Tornato in città («Ferie operative, in Friuli») il sindaco replica al vicepresidente del consiglio regionale De Matteis.

IL VICE DEL VICE. «Se Chiodi ha bisogno di un vicecommissario, questi non servirà certo ad affiancare me», afferma Cialente. Il vicecommissario governativo per il dopo-sisma e sindaco dell'Aquila si dice contrario alla possibilità di essere affiancato da un'altra figura commissariale, così com'è stato annunciato la scorsa settimana dal vicepresidente vicario del consiglio regionale Giorgio De Matteis. «Un eventuale vicecommissario servirà, semmai, ad affiancare Chiodi, ma è chiaro», afferma Cialente, «che in ogni caso io vorrò capire quali sono i ruoli di quest'eventuale nuova figura. Se il governo vuol affidare la ricostruzione ad altri, allora preferisco fare il sindaco. Vedo solo tanta confusione». Cialente ribadisce l'esistenza di «un problema tecnico a livello di Struttura per la gestione dell'emergenza». «Non vorrei ritornare in polemica con la Sge, ma è dal mese di marzo che continuo a dire che la struttura ha problemi in quanto non abbiamo ancora trovato figure professionali in grado di sostituire Bernardo De Bernardinis e Titti Postiglione. Di questo ci si dovrebbe preoccupare e non delle nomine dei vicecommissari».

SPUNTA CICCHETTI.
Intanto, nella rosa dei nomi dei possibili «rinforzi» per la struttura commissariale, si fa largo il nome di Antonio Cicchetti, 69 anni, dal 2004 direttore amministrativo dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e ben introdotto anche in Vaticano, essendo componente della famiglia pontificia come «Gentiluomo di Sua santità». Già presidente del comitato Perdonanza, Cicchetti, che con la «Rio Forcella Spa» ha avviato un piano di riqualificazione della frazione di Santi di Preturo, potrebbe essere l'uomo indicato dal governo per seguire la ricostruzione dell'Aquila. Si tratta, al momento, di un'ipotesi più che accreditata.

DE MATTEIS.
La controreplica di Cialente arriva anche a De Matteis. «Chiodi è il commissario, è lui a decidere se avvalersi di una collaborazione o meno. Chi siano il personaggio o i personaggi non è un problema che mi riguarda. Forse il sindaco si sente di nuovo perseguitato. Sarebbe il caso, tuttavia, di pensare alla sostanza delle cose da fare, come per esempio sui fondi per il sociale, più che alle nomine».

ULTIMATUM SOCIALE. «Non è giusto parlare di ultimatum per i fondi del sociale». Questo l'altro sassolino che esce dalla scarpa del sindaco. «Ribadisco che al sottosegretario Carlo Giovanardi furono presentati due progetti. Io lo accompagnai personalmente in visita sia nella struttura per anziani ex Onpi, destinataria del primo progetto, sia in piena zona rossa». Il secondo progetto, ricorda il sindaco, vedeva il recupero e il riutilizzo dell'ex Ipab secondo i termini della legge per le famiglie. «Successivamente, però», sottolinea Cialente, «abbiamo trovato accordi per rimodulare i progetti e inoltre, un mese e mezzo fa, la Regione ha ritrovato 10 milioni di euro da mettere a disposizione. Io non sto mandando ultimatum, sto solo ponendo dei problemi. Vedo che abbiamo dei ritardi anche nella ricostruzione, anche in riferimento ai lavori pubblici e alle case classificate F».

INDENNIZZO. Il sindaco auspica che «nel prossimo consiglio dei ministri vi sia la norma d'interpretazione che chiarisca, una volta per tutte, il dilemma indennizzo o contributo per le case da riparare in centro storico. Questo enigma blocca tutto».

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