Il sì di Silveri alla sala parto riaccende le speranze

2 Dicembre 2015

SULMONA. La vecchia sala operatoria dovrebbe ospitare la nuova sala parto. Questo quanto prevede il provvedimento firmato dal manager Giancarlo Silveri, alla luce della prossima ultimazione dei...

SULMONA. La vecchia sala operatoria dovrebbe ospitare la nuova sala parto. Questo quanto prevede il provvedimento firmato dal manager Giancarlo Silveri, alla luce della prossima ultimazione dei lavori sulle tre nuove sale operatorie. Il nuovo blocco chirurgico dovrebbe essere consegnato entro la fine dell’anno o al massimo entro i primi giorni di gennaio. Riparte da qui la battaglia del sindaco Peppino Ranalli sulla salvaguardia del reparto al terzo piano dell’ala vecchia dell’Annunziata. A dare man forte alla lotta arriva anche il decreto del ministro Lorenzin sulla possibilità di concedere deroghe ai reparti in centri di montagna con meno di 500 parti annui. Su questo si attende il responso della Regione, unica titolata a chiedere una deroga alla chiusura solo rinviata di sei mesi. «L’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci non potrà certo dirci di voler chiudere il reparto», incalza il primo cittadino, «noi non lo accetteremo». L’argomento sarà al centro di un vertice del Pd che si terrà a stretto giro in città. Intanto, rassicurazioni arrivano dall’assessore regionale Andrea Gerosolimo. «Sono convinto che il presidente della Regione manterrà gli impegni», commenta, «potremmo continuare a vedere in futuro sulle carte d’identità dei cittadini della Valle Peligna la dicitura nato a Sulmona. Sul punto nascita c’è stata già la proroga di sei mesi e io mi sto battendo perché i cittadini delle aree interne possano continuare a nascere a Sulmona».

Il coordinatore di Sovranità Alberto Di Giandomenico, invece, chiede maggiore attenzione da parte della Regione. «Da quando si è saputo che un punto nascita montano può sopravvivere a patto che vengano mantenuti gli standard di qualità e di sicurezza previsti dalla normativa, non si può non far notare che si tratta di standard del tutto assenti all’Annunziata». (f.p.)

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