Il sindacato edili sul decreto del governo: «Sono da cacciare i mafiosi non i migranti»

Sugli immigrati, iI sindacato edili contro decreto governo, definito «xenofobo e fascista».«Sono da cacciare i mafiosi, non i migranti. Così come è giusto studiare e analizzare le motivazioni per cui...
Sugli immigrati, iI sindacato edili contro decreto governo, definito «xenofobo e fascista».
«Sono da cacciare i mafiosi, non i migranti. Così come è giusto studiare e analizzare le motivazioni per cui milioni di persone abbandonano i loro paesi di origine». Così il segretario della Fillea-Cgil della provincia dell’Aquila, Emanuele Verrocchi, a proposito del decreto immigrazione e sicurezza varato dal governo gialloverde, intervenendo nel congresso che si è svolto a Cagnano Amiterno, all’interno del cementificio Italsacci, e che ha visto la sua conferma alla guida del sindacato degli edili della Cgil.
«L’ultimo decreto immigrazione e sicurezza, un ossimoro, permeato di razzismo, xenofobia e fascismo, contiene un aspetto preoccupante sul fronte della concessione della cittadinanza italiana, pochi lo hanno sottolineato», ha continuato nel suo intervento durissimo il segretario del sindacato edile numericamente più rappresentativo nel cosiddetto cantiere più grande d’Europa, dopo il terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009. «Abbiamo già testimonianze impaurite dei nostri lavoratori ed è necessaria, da parte della nostra organizzazione, una grande manifestazione nazionale contro queste nuove leggi».
Secondo il segretario Verrocchi, «la diversità è ricchezza: noi non possiamo essere lontani da una cultura della solidarietà, non per altro per fronteggiare “l’inverno demografico” che è alle porte in tutto il continente europeo», ha continuato il capo della segreteria della Fillea-Cgil. «Noi dobbiamo saper ospitare le differenze. È urgente, e l’ha ribadito anche la nostra segretaria nazionale, Susanna Camusso (nella foto), aprire i flussi economici per l’ingresso dei migranti e – aggiungiamo – contro la clandestinità, un’operazione di regolarizzazione dei migranti già presenti in Italia, un’azione che scomoderebbe le cosche criminali. Lo scrittore francese Robert Sabatier scriveva che “il razzismo è un modo di delegare ad altri il disgusto che abbiamo di noi stessi”: suggerirei la frase al nostro Capitan Fracassa Matteo Salvini», ha concluso il segretario del sindacato degli edili.
«Sono da cacciare i mafiosi, non i migranti. Così come è giusto studiare e analizzare le motivazioni per cui milioni di persone abbandonano i loro paesi di origine». Così il segretario della Fillea-Cgil della provincia dell’Aquila, Emanuele Verrocchi, a proposito del decreto immigrazione e sicurezza varato dal governo gialloverde, intervenendo nel congresso che si è svolto a Cagnano Amiterno, all’interno del cementificio Italsacci, e che ha visto la sua conferma alla guida del sindacato degli edili della Cgil.
«L’ultimo decreto immigrazione e sicurezza, un ossimoro, permeato di razzismo, xenofobia e fascismo, contiene un aspetto preoccupante sul fronte della concessione della cittadinanza italiana, pochi lo hanno sottolineato», ha continuato nel suo intervento durissimo il segretario del sindacato edile numericamente più rappresentativo nel cosiddetto cantiere più grande d’Europa, dopo il terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009. «Abbiamo già testimonianze impaurite dei nostri lavoratori ed è necessaria, da parte della nostra organizzazione, una grande manifestazione nazionale contro queste nuove leggi».
Secondo il segretario Verrocchi, «la diversità è ricchezza: noi non possiamo essere lontani da una cultura della solidarietà, non per altro per fronteggiare “l’inverno demografico” che è alle porte in tutto il continente europeo», ha continuato il capo della segreteria della Fillea-Cgil. «Noi dobbiamo saper ospitare le differenze. È urgente, e l’ha ribadito anche la nostra segretaria nazionale, Susanna Camusso (nella foto), aprire i flussi economici per l’ingresso dei migranti e – aggiungiamo – contro la clandestinità, un’operazione di regolarizzazione dei migranti già presenti in Italia, un’azione che scomoderebbe le cosche criminali. Lo scrittore francese Robert Sabatier scriveva che “il razzismo è un modo di delegare ad altri il disgusto che abbiamo di noi stessi”: suggerirei la frase al nostro Capitan Fracassa Matteo Salvini», ha concluso il segretario del sindacato degli edili.

