Il sindaco: 5mila euro di taglia sui piromani

1 Settembre 2017

Scoccia (Prezza): urgente un’azione contro questi criminali

SULMONA. Il sindaco di Prezza mette una taglia di 5mila euro sulla testa dei piromani. «Occorre un’azione decisa contro questi criminali», ha detto Marianna Scoccia. «I soldi li prenderò dalle mie indennità». Intanto il sindaco di Pratola Peligna, dopo aver realizzato strade tagliafuoco auspica la pioggia, per mettere fine al tormento che da 13 giorni sta flagellando il Monte Morrone e il Centro Abruzzo. Mentre quello di Roccacasale, contrariato dalla decisione dei forestali che gli vietano di realizzare uno sbarramento al fuoco, si sente male e viene ricoverato in ospedale. Una giornata quella di ieri, caratterizzata dai sindaci della vallata peligna che non vogliono arrendersi davanti all’incendio che non si spegne e che avanza inesorabile.
LA TAGLIA. E mentre il sindaco di Sulmona chiede aiuti al governo, quello di Prezza, Marianna Scoccia, mette una “taglia” contro i piromani: 5mila euro sulla testa degli «incendiari e criminali, per chi fornirà indicazioni e informazioni utili per identificarli e assicurarli alla giustizia. Il disegno criminale posto in essere, che ha messo in ginocchio la comunità peligna, ha causato danni enormi e incalcolabili, al territorio e alle popolazioni», sottolinea il sindaco Scoccia, «le autorità competenti saranno in grado di dare giuste risposte al grido di disperazione dei nostri cittadini, ma è urgente un’azione imminente e concreta finalizzata all’individuazione della mano criminosa che si cela dietro a questo disastro».
La somma di 5mila euro sarà prelevata dal sindaco dal fondo delle sue indennità e sarà la ricompensa da dare a quanti forniranno informazioni utili a individuare i criminali che appiccano il fuoco in montagna, distruggendo il patrimonio naturale e imponendo disagi enormi, a causa della catastrofe prodotta.
MALORE DEL SINDACO. Si è sentito mancare mentre era impegnato nella realizzazione della linea tagliafuoco che, secondo i carabinieri forestali non poteva essere realizzata. E proprio mentre era al lavoro sul costone della montagna per costruire un muro all’avanzata dell’incendio verso il paese, il sindaco Enrico Pace, 37 anni, è stato colto da un lieve malore. Il giovane primo cittadino ha perso i sensi ed è caduto a terra, prontamente soccorso dalle persone che in quel momento si trovavano con lui e che lo hanno portato a valle a braccia. «Mi sono sentito mancare e per fortuna c’erano altre persone con me, che mi hanno subito soccorso», ha detto il sindaco ai medici dell’ospedale di Sulmona. Ieri mattina, dopo aver trascorso una notte in ospedale, il sindaco è stato dimesso.
STATO DI CALAMITÀ. Una delibera per ottenere il riconoscimento dello stato di emergenza per calamità naturale, alla luce dell’eccezionale gravità dell’incendio che ha colpito in questi giorni il territorio di Sulmona e della Valle Peligna. È stata adottata ieri sera dalla giunta e dal sindaco Annamaria Casini, per chiedere «l’adozione di tutti i necessari interventi a sostegno del Comune di Sulmona e dei soggetti pubblici e privati coinvolti». La delibera è stata inviata anche al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, per tutte le valutazioni e gli atti consequenziali al provvedimento.
«È necessario riuscire a ottenere dal governo il maggiore sostegno possibile, affinché il nostro territorio, già martoriato e ferito in maniera profonda», afferma il sindaco Casini, «possa superare questo momento drammatico causato dai vasti incendi che hanno distrutto le nostre montagne».
COLLE DELLE VACCHE. Era andata a letto a tarda ora convinta che l’incendio avrebbe distrutto anche il Rifugio del Colle delle Vacche, caro a tutti gli escursionisti pratolani che amano la montagna. «Ieri mattina siamo saliti con l’animo a pezzi pensando di trovare solo bruciato. Ma la vista è stata sorprendente e il cuore ha iniziato a emozionarsi», ha raccontato Antonella Di Nino che sul web in questi giorni, è diventata una vera e propria eroina. «È vero che un sindaco non può piangere, ma questa mattina una lacrima di gioia è scesa. Il nostro rifugio è salvo».
Intanto il dispiegamento di forze è ancora in piena attività per fermare il propagarsi finora incessante delle fiamme. Il sindaco Di Nino, dopo aver firmato l’ordinanza di divieto di accesso sul colle per permettere alle forze che stanno operando di farlo in totale sicurezza e tranquillità, ha fatto appello a volontari esperti muniti di pala, piccone e zappa, che possono essere di utile ausilio alle forze già operative. I mezzi aerei che ieri hanno lavorato sul fronte del Morrone sono stati tre Canadair, un elicottero e un elicottero S-64 Erickson. A terra hanno lavorato fino a sera dieci vigili del fuoco con autopompa e due pickup; dodici volontari di Protezione civile muniti di quattro pickup; quattordici militari dell’Esercito e nove operatori forestali-carabinieri. A Pacentro-Passo San Leonardo il fuoco ha investito un’area di 400 ettari. In campo un elicottero AB412, squadre a terra: quindici vigili del fuoco muniti di due autopompe e di un pickup; quattro volontari di Protezione civile muniti di un pickup; nove militari dell’Esercito. Una forza imponente, che ha lavorato incessantemente fino sera, con la montagna che bruciava ancora. A questo punto tutti sperano nell’arrivo della pioggia, peraltro prevista.
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