Il sindaco alla Confesercenti: «Politiche fiscali agevolate»

SULMONA. Il sindaco Peppino Ranalli rivendica politiche fiscali dalla parte del commercio. I dati sulla crisi del settore terziario in città, con 8 imprese su 10 chiuse sotto il peso del fisco, non...
SULMONA. Il sindaco Peppino Ranalli rivendica politiche fiscali dalla parte del commercio. I dati sulla crisi del settore terziario in città, con 8 imprese su 10 chiuse sotto il peso del fisco, non lasciano indifferenti gli amministratori locali. Il Patto per le città, proposto dalla Confesercenti e dal Cescot per risollevare le imprese in centro storico, sarà al vaglio delle varie amministrazioni comunali del territorio. Intanto, il sindaco di Sulmona ci tiene a far sapere quanto fatto finora. «Nel 2014 le politiche fiscali comunali si sono schierate a favore del commercio» ricorda Ranalli «nonostante i pesanti tagli dai trasferimenti statali, siamo riusciti a stabilire un’aliquota del 15% per la Tari, con lo 0,8% a carico delle casse comunali». Il sindaco rivendica anche una serie di azioni messe in campo per favorire l'apertura di nuove attività. Dal momento che le domande sono ormai in caduta libera. Le richieste, infatti, sono passate dalle 61 del 2013 alle 44 dell’anno scorso. Ben 17 in meno, che sommate alle 37 chiusure del 2014, contro le 29 dell’anno precedente, fotografano la crisi di quella che era l’ultima frontiera dell’economia sulmonese. In effetti, sulle imprese hanno pesato molto anche le problematiche connesse alla burocrazia (43%), al caro affitti (38%) e ai problemi di trasporti, sosta ed accessibilità dei centri storici (26%). «Abbiamo attivato il fondo di microcredito pari a 20mila euro per rimborsare le spese di avvio alle nuove imprese che hanno investito a Sulmona» sottolinea Ranalli «pochi giorni fa in giunta abbiamo anche approvato le norme tecniche che permetteranno il recupero dei seminterrati per le attività di ristorazione». Provvedimenti che dovrebbero servire a dare nuovo impulso alle attività in centro storico, spesso in sofferenza anche per l’impossibilità di allargare gli spazi e le difficoltà burocratiche legate a ogni piccola modifica. (f.p.)
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