Il sindaco dichiara guerra ai lavoratori abusivi a domicilio

29 Aprile 2020

Si improvvisano parrucchieri ed estetiste a domicilio in piena emergenza sanitaria, ma percepiscono il reddito di cittadinanza, la cassa integrazione o lo stipendio come dipendenti in smart working....

Si improvvisano parrucchieri ed estetiste a domicilio in piena emergenza sanitaria, ma percepiscono il reddito di cittadinanza, la cassa integrazione o lo stipendio come dipendenti in smart working.
I lavoratori abusivi al tempo del coronavirus sono stati segnalati a San Benedetto dei Marsi in violazione alle recenti disposizioni in materia di contrasto alla diffusione del Covid-19 nonché a quelle del lavoro nero.
Il dilagante fenomeno di illegalità ha spinto il sindaco Quirino D’Orazio ad allertare le forze dell’ordine per rafforzare i controlli sul territorio e punire gli eventuali trasgressori.
«Si tratta per lo più di parrucchieri ed estetiste, ma ci giungono segnalazioni anche di elettricisti ed idraulici», spiega il primo cittadino di San Benedetto. «Molti di loro risultano negli elenchi di chi percepisce il reddito di cittadinanza o la cassa integrazione. Si tratta di lavoratori pubblici e privati che dovrebbero restare a casa in modalità smart working potendo contare su sussidi dello Stato o stipendi mensili garantiti. Lavoratori in nero», aggiunge il primo cittadino, che stanno danneggiando ulteriormente chi ha una regolare attività commerciale sospesa a causa dell’emergenza sanitaria e sta attraversando, proprio per tale ragione, un momento di grave difficoltà economica nonostante gli aiuti erogati dal Governo e dalla stessa amministrazione comunale. Il tutto con la complicità di quanti ricorrono alle loro prestazioni. Abbiamo girato le segnalazioni raccolte ai carabinieri della locale stazione» sottolinea ancora D’Orazio, «che a loro volta hanno allertato la Guardia di Finanza per i necessari controlli. Non vale assolutamente la pena correre il rischio di essere denunciati alle autorità competenti per pochi spiccioli guadagnati a nero. Spero che il messaggio sia arrivato forte e chiaro a quanti operano nel sommerso nel nostro territorio comunale, perché la situazione è diventata ormai insostenibile». (f.d.m.)