Il sindaco Nardis: grazie ai Map la nostra comunità non s’è dispersa
«Mi rendo conto che quando una persona sta per finire nella soffitta della politica si affanni per reclamare gli ultimi 15 minuti di celebrità prima di uscire di scena, ma il sindaco uscente dell'Aqui...
«Mi rendo conto che quando una persona sta per finire nella soffitta della politica si affanni per reclamare gli ultimi 15 minuti di celebrità prima di uscire di scena, ma il sindaco uscente dell'Aquila, Massimo Cialente, dovrebbe smetterla di parlare delle cose che non conosce per evitare di fare brutte figure».
A dichiararlo è il sindaco di Villa Sant'Angelo, Domenico Nardis, che replica così alle affermazioni del primo cittadino del capoluogo che in un'intervista al Centro ha paragonato i moduli abitativi provvisori realizzati nel comune drammaticamente colpito dal sisma del 2009 a delle “baracche”.
«Ricordo a Cialente che i Map realizzati nel mio comune, che non sono stati venduti, hanno permesso ad una comunità di raccogliersi e di non disperdersi, come purtroppo accaduto all'Aquila», sottolinea Nardis, «a Villa Sant'Angelo abbiamo accolto a braccia aperte persone anche provenienti dal capoluogo. A Villa Sant'Angelo tutti i residenti pagano un regolare affitto che garantisce un'entrata fissa e che consente all'ente non soltanto di sopravvivere ai tagli che i vari governi continuano a dispensare ma anche di mantenere basso il livello di tassazione, considerato che qui non si pagano né Tasi né addizionale Irpef».
Nardis informa che «a Villa Sant'Angelo gli affitti sono stati fatti pagare anche quando c'erano le elezioni, mentre all'Aquila, come scrive anche la Corte dei Conti “si è preferito fare clientela per non perdere consenso elettorale”».
«I Map realizzati nel Comune che amministro sono un modello che viene preso ad esempio ovunque», aggiunge Nardis, «sono ambiti e curati perché l'amministrazione in questi anni ha provveduto ad una costante manutenzione. Peccato Cialente non possa dire lo stesso degli alloggi del progetto Case che sta facendo cadere a pezzi».
«In ultimo», conclude il primo cittadino di Villa Sant’Angelo, «la confusione di Cialente è dimostrata anche dal richiamo ad Avezzano, che avrebbe “mantenuto le baracche per 200 anni”, nonostante il terremoto della Marsica ci sia stato nel 1915, quindi poco più di un secolo fa».
A dichiararlo è il sindaco di Villa Sant'Angelo, Domenico Nardis, che replica così alle affermazioni del primo cittadino del capoluogo che in un'intervista al Centro ha paragonato i moduli abitativi provvisori realizzati nel comune drammaticamente colpito dal sisma del 2009 a delle “baracche”.
«Ricordo a Cialente che i Map realizzati nel mio comune, che non sono stati venduti, hanno permesso ad una comunità di raccogliersi e di non disperdersi, come purtroppo accaduto all'Aquila», sottolinea Nardis, «a Villa Sant'Angelo abbiamo accolto a braccia aperte persone anche provenienti dal capoluogo. A Villa Sant'Angelo tutti i residenti pagano un regolare affitto che garantisce un'entrata fissa e che consente all'ente non soltanto di sopravvivere ai tagli che i vari governi continuano a dispensare ma anche di mantenere basso il livello di tassazione, considerato che qui non si pagano né Tasi né addizionale Irpef».
Nardis informa che «a Villa Sant'Angelo gli affitti sono stati fatti pagare anche quando c'erano le elezioni, mentre all'Aquila, come scrive anche la Corte dei Conti “si è preferito fare clientela per non perdere consenso elettorale”».
«I Map realizzati nel Comune che amministro sono un modello che viene preso ad esempio ovunque», aggiunge Nardis, «sono ambiti e curati perché l'amministrazione in questi anni ha provveduto ad una costante manutenzione. Peccato Cialente non possa dire lo stesso degli alloggi del progetto Case che sta facendo cadere a pezzi».
«In ultimo», conclude il primo cittadino di Villa Sant’Angelo, «la confusione di Cialente è dimostrata anche dal richiamo ad Avezzano, che avrebbe “mantenuto le baracche per 200 anni”, nonostante il terremoto della Marsica ci sia stato nel 1915, quindi poco più di un secolo fa».

