Il sindaco non si pente: «La mia indole è questa»

7 Gennaio 2019

Biondi minimizza dopo il corpo a corpo in piazza con il gruppo dei manifestanti «Io ho perso la testa? In realtà ho perso gli occhiali». E invita il rivale al confronto

L’AQUILA. Sarà l’Epifania – che tutte le feste si porta via, schiaffi compresi – oppure la “flagranza differita” delle 24 ore trascorse dal fattaccio. Fatto sta che il sindaco Pierluigi Biondi, nel rileggere a mente fredda quanto avvenuto in piazza Duomo durante il blitz in fiera del ministro dell’Interno Matteo Salvini – e dunque il conclamato corpo a corpo tra il pubblico amministratore e i cittadini contestatori che i filmati, con qualunque lente si vogliano guardare, immortalano più e meglio di qualsiasi prosa più o meno gradita – non solo non si pente, ma rilancia: «Sono fatto così».
«NIENTE DI CHE». «Io ho perso la testa? In realtà ho perso gli occhiali», dice ai giornalisti radunati per la visita dell’altro vicepremier del governo gialloverde, Luigi Di Maio. «Non è niente di che», prosegue il sindaco. «Si tratta di una vicenda chiusa. Anzi», aggiunge subito dopo, «poiché non lo conosco, faccio l’appello a quel ragazzo col quale ci siamo confrontati: magari ne riparliamo con tranquillità e cercherò anche di capire perché polemizzava, e si può polemizzare, con Salvini, ma non capivo perché venisse a dire a me che avevo distrutto la città («insieme al Pd», aggiungeva il manifestante, ndr)». «Il mio è stato un atteggiamento giusto? Non si tratta di giustezza: questa è la mia indole. Insomma, sono fatto così». A chi gli fa notare, poi, che il ruolo di sindaco imporrebbe più misura, Biondi risponde secco: «Sì, ma non credo che uno debba imbalsamarsi perché fa il sindaco, oppure non è autorizzato a fare nulla. Credo che faccia parte di una dinamica abbastanza naturale. Non ingigantiamo un caso che, tutto sommato, va ricondotto al momento». Fin qui Biondi.
SOCIAL(ISMO). Da due giorni la rete è invasa da schiere di combattenti da tastiera, alcuni dei quali presenti in piazza e altri no, che con linguaggio colorito si mandano minacce neppure troppo velate, appartenendo all’uno e all’altro schieramento. Tra un giudizio sommario su come la vicenda sia stata narrata e un insulto qua e là, par di capire che il termometro dello scontro, parole del sindaco a parte, stia assumendo toni pesanti. Su questi e su altri aspetti indaga la Digos, che tra i propri filmati (c’erano agenti persino sui pali della luce) e quelli circolati sulla rete non ha avuto difficoltà a identificare tutti i principali protagonisti dello scontro. Oggi stesso una prima informativa sarà messa a disposizione del pm di turno per le eventuali determinazioni. Non si esclude che possano scattare querele di parte all’esito di quanto avvenuto e dei commenti successivi.
CORSI E RICORSI. L’unico precedente vagamente avvicinabile a quanto avvenuto alla Fiera riporta al processo sommario cui furono sottoposti, anni or sono, l’allora sindaco Massimo Cialente e i componenti della sua maggioranza da un folto gruppo di contestatori, sobillati e fiancheggiati proprio da alcune delle colonne portanti dell’attuale giunta di centrodestra. Il tema: bollette del Progetto Case. Su cui, proprio a fine anno, la giunta Biondi ha firmato una letterina di Natale da 3 milioni che sana parte del debito, spartito equamente su ciascun aquilano, mescolando, ecumenicamente, i cittadini morosi, gli onesti, gli indecisi e, infine, gli arrabbiati.
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