Il sindaco: usava sempre toni sobri

Di Pangrazio: «Mai fuori dalle righe e presente a ogni appuntamento cittadino»
AVEZZANO. È un Gianni Di Pangrazio commosso quello che commemora Paolo Guadagni, scomparso ieri all’età di 73 anni. Il sindaco di Avezzano ricorda la figura del giornalista prima e dell’uomo poi.
«Sono rimasto molto sorpreso da questa triste notizia», afferma Di Pangrazio, «Paolo Guadagni era un signore d’altri tempi e oggi la nostra città e la Marsica intera lo piangono e lo ricordano con tanto affetto. Una città già duramente segnata da una serie di eventi luttuosi, a cominciare dalla tragedia del Velino, che oggi ha perso un pezzo di storia, un giornalista, nonché marito, padre e nonno, che in tanti decenni di onorata professione ha raccontato, sempre con toni sobri e misurati, gli eventi, brutti e belli, che hanno segnato la nostra terra. Mai fuori dalle righe, Paolo Guadagni resterà un esempio virtuoso da seguire per le nuove leve del giornalismo che vogliono dare un contributo fattivo, anche con occhio critico, alla crescita del nostro territorio».
«A nome dell’intera comunità», conclude il sindaco di Avezzano, «intendo esprimere la più totale vicinanza alla sua famiglia, alla moglie Elena e ai figli Maria Teresa e Vincenzo. Lo ricorderò sempre con affetto, durante gli appuntamenti politici o le conferenze stampa in municipio: lui era sempre presente. Ciao Paolo, che la terra ti sia lieve».
Anche il sindacato dei giornalisti abruzzesi ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa di Guadagni. «Ci ha lasciato un pioniere del giornalismo marsicano. Storico collaboratore dei quotidiani il Centro e Il Tempo, Guadagni era un giornalista dai modi garbati, che sapeva osservare il mondo dalla giusta distanza. Per lunghi anni è stato anche corrispondente dell’agenzia Ansa. Nella Marsica si è occupato dei principali fatti di cronaca, dall’omicidio della piccola Cristina Capoccitti, alla morte dell’agente dei Nocs, Samuele Donatoni, ucciso in un conflitto a fuoco nell’ambito del sequestro Soffiantini. Un giornalista d’altri tempi, scrupoloso, preciso: aveva un rapporto di grande stima con le proprie fonti. Il Sindacato dei giornalisti abruzzesi è vicino con affetto alla famiglia Guadagni, alla moglie Elena e ai figli Maria Teresa e Vincenzo e si stringe a loro in questo momento di profondo dolore».

