«Il sistema telematico inapplicato»

Masciovecchio (Ingegneri): meglio i controlli a campione come nel Lazio
L’AQUILA. Attualmente sono sette i tecnici in servizio al Genio civile. Mediamente, licenziano una pratica ciascuno al mese. Numeri forniti dal presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia dell’Aquila, Elio Masciovecchio (foto). «Un bilancio dell’attività svolta dall’ente», sottolonea, «che rende bene l’idea di come la ricostruzione sia al palo. Da un lato, c’è il problema numerico, della carenza di organico. Come si fa a visionare centinaia di progetti con otto dipendenti? Dall’altra, la lentezza elefantiaca di un sistema che viaggia a un ritmo esasperante. Se un ingegnere per esaminare una pratica impiega mesi e mesi», chiede Masciovecchio, «quanti anni occorrono per redigere un progetto?». Anche il sistema di presentazione dei progetti risulta vecchio e obsoleto. «Le pratiche vengono accettate ancora a mano», sottolinea Masciovecchio, «non vi è traccia del sistema telematico che sarebbe dovuto entrare in vigore a giugno scorso». Così, le file agli sportelli del Genio civile aumentano. «Abbiamo proposto l’apertura di una sorta di succursale accanto all’Utr e all’Usra, per visionare le pratiche preventivamente e fare in modo che il percorso di approvazione dei progetti sia unico, quindi più snello», incalza il presidente degli Ingegneri, «ma il protocollo non è stato ancora accettato».
Gli ordini professionali hanno lavorato alla stesura di una sorta di regolamento interno del Genio civile, «valutando», dice Masciovecchio, «la possibilità di estrapolare alcune pratiche, le cosiddette opere minori, dal percorso stabilito per l’approvazione. Altra proposta, la valutazione a campione dei progetti, come avviene nella Regione Lazio. La responsabilità resta, infatti, comunque a carico del progettista che firma l’elaborato tecnico». Sull’introduzione del contributo per incrementare l’organico del Genio civile, Masciovecchio è chiaro: «Abbiamo dato l’ok, a patto che siano le imprese a farsi carico di queste somme, non i cittadini».(m.p.)
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