Il sonno “studiato” dall’Ateneo

24 Marzo 2015

L’AQUILA. Le società moderne sono sempre più caratterizzate da un’organizzazione delle attività lavorative sulle 24 ore. Turni di lavoro prolungati e notturni sono molto frequenti in numerose...

L’AQUILA. Le società moderne sono sempre più caratterizzate da un’organizzazione delle attività lavorative sulle 24 ore.

Turni di lavoro prolungati e notturni sono molto frequenti in numerose categorie professionali, dai medici agli operatori finanziari.

I risultati di una ricerca condotta nel Dipartimento Mesva dell’Università dell’Aquila e coordinata da Michele Ferrara, in collaborazione con ricercatori dell’Università Luiss di Roma, dell’Università di Genova e «La Sapienza» di Roma, mostrano come la perdita di una notte di sonno influisca sulle nostre capacità di prendere decisioni che hanno conseguenze economiche sia per noi stessi che per gli altri.

In particolare, l’esperimento prevedeva che in due diverse condizioni – dopo una notte di sonno o dopo una notte di veglia continua – un gruppo di soggetti scegliesse tra diverse coppie di lotterie, una delle quali risultava sempre più «rischiosa» dell’altra, essendo caratterizzata da una vincita potenziale più elevata ma molto poco probabile.

«Lo studio ha dimostrato», spiega il professor Ferrara, «che dopo una notte insonne i maschi effettuano scelte più rischiose rispetto a quando hanno dormito, mentre le femmine fanno l’opposto, privilegiando scelte più conservative. Inoltre, per la prima volta abbiamo evidenziato che solo le femmine deprivate di sonno mostrano una diminuzione dell’avversione all’ineguaglianza. In altri termini, le femmine che non hanno dormito diventano più egoiste rispetto a chi ha dormito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA