Il Tar: «Casa della cultura su terreni da restituire»

11 Maggio 2019

OCRE. Il Comune di Ocre dovrà restituire alla proprietaria, Marisa Rita Ferrauti, i tre terreni sui quali doveva sorgere la Casa della cultura. Questa è una delle conseguenze, forse la più importante,...

OCRE. Il Comune di Ocre dovrà restituire alla proprietaria, Marisa Rita Ferrauti, i tre terreni sui quali doveva sorgere la Casa della cultura. Questa è una delle conseguenze, forse la più importante, della recente sentenza del Tar che ha accolto il ricorso della residente annullando gli atti relativi alla realizzazione dell’opera.
«Il privato che ha subìto lo spoglio da occupazione illegittima», si legge nella motivazione, «ha diritto alla restituzione del bene secondo le regole del diritto comune. Nemmeno potrebbe obiettarsi che la corresponsione di un risarcimento per equivalente economico compensi la perdita subita a monte dei princìpi dell’ordinamento interno secondo i quali la proprietà ha un valore non solo economico». Nella motivazione viene anche chiamato in causa il diritto comunitario che riconosce nella proprietà il diritto di godere, disporre, usare e lasciare in eredità i propri beni e impone agli Stati il rispetto dei beni delle persone fisiche e giuridiche del cittadino.
Uno dei problemi cui va incontro il Comune è l’obbligo di dover restituire l’ingente somma per realizzare la Casa della cultura, un grosso edificio in cemento armato mai completato, alla Provincia di Bolzano che l’aveva erogata nel post-sisma per aiutare la collettività aquilana a riprendersi dopo il terremoto. L’idea iniziale non era certamente fuori luogo, ma la localizzazione, che era stata già osteggiata dal Consiglio di Stato, non era condivisibile stando alle recenti valutazioni dei magistrati amministrativi.
Il tutto a fronte della necessità di evitare indagini contabili per uno spreco di fondi pubblici.
Il ricorso su questa causa, che sta in piedi ormai da tanti anni, è stato redatto dagli avvocati Cesidio Gualtieri ed Emilio Bafile.
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