Il Tar deciderà sulla sede della farmacia di Santanza

3 Giugno 2015

L’udienza fissata per il 9 giugno dopo l’ennesimo ricorso contro l’assegnazione Nei mirino l’asserita inagibilità dei locali designati di via Beato Cesidio

L’AQUILA. La controversia giudiziaria per l’assegnazione della sede che ospiterà la farmacia di Santanza (che dal post-sisma è in un container) potrebbe avere una svolta da parte del Tar. Infatti la società Zemolo, di Carlo Franchini, che ha partecipato all’appalto senza ottenerlo, ha proposto di nuovo un ricorso al Tar contestando l’assegnazione. L’udienza è prevista per il 9 giugno. Altri ricorsi, per la verità, erano stati al vaglio della giustizia amministrativa ma senza che i giudici facessero una scelta di campo decisa, rimettendo la decisione al Comune. L’alternativa sarebbe un locale che si trova in viale della Croce Rossa e che in passato ha ospitato la sede di una concessionaria di automobili.

Tutto (ma non solo) ruota intorno alla contestazione che la nuova struttura che è stata designata per ospitare la farmacia comunale per un lungo periodo, e che si trova in via Beato Cesidio, non avrebbe l’agibilità dopo essere stata danneggiata dal sisma. Un elemento tanto importante al punto che nelle scorse settimane si decise di rinviare la cerimonia di inaugurazione dei nuovi locali. E vi sono diversi atti che attestano questo stato di cose.

Uno dei quali è un documento della Regione, allegato al ricorso, nel quale l’Azienda farmaceutica municipalizzata chiede lumi al dipartimento per la salute e il welfare avente come oggetto l’autorizzazione al trasferimento dei locali della farmacia comunale di Santanza.

La Regione, al riguardo, al fine di avviare il percorso amministrativo di Afm e Comune dell’Aquila per l’assegnazione dei locali, chiede un nuovo certificato di agibilità rilasciato successivamente al dicembre del 2013. Si tratta di una nota relativamente recente visto che risale a meno di due mesi fa. Per ora, secondo quanto si è appreso, non sembra che questa agibilità sia stata concessa.

A questo si aggiunge che poco tempo fa un geometra comunale ha fatto un sopralluogo nei locali attualmente designati e ha rilevato che, sulla scorta di alcune valutazioni tecniche, l’agibilità che fu rilasciata 40 anni fa, non parrebbe più valida. E lo stesso geometra, persona molto esperta, ha anch’egli precisato che il locale «necessiterebbe di un nuovo regolare certificato di agibilità».

Lo stesso tecnico ha espresso perplessità sulla superficie visto che quella calpestabile appare inferiore a quella richiesta dal bando. Ora si spera che il Tar faccia chiarezza.

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