Il Tar: «Demolire i capannoni post-sisma»

2 Dicembre 2021

Sentenza legittima la delibera comunale che impone di smantellare le basi logistiche dei cantieri

L’AQUILA. Il Tar, con sentenza, ritiene legittima una delibera di giunta comunale del 2015 che è alla base di alcune ordinanze di demolizione di strutture realizzate nel post-sisma come base logistica per cantieri di imprese edili.
LA STORIA
Con due ordinanze del 2010 e del 2011 il Comune autorizzò la costruzione di manufatti che avevano “la finalità di favorire il processo di ricostruzione fornendo uno strumento efficiente alle imprese impegnate in tale compito”. La ragione era anche quella di “scongiurare gravi fenomeni di degrado ambientale, urbano e sociale, tali da favorire l’instaurarsi di situazioni abitative inadeguate sotto il profilo igienico-sanitario e della sicurezza e dignità dei lavoratori, per effetto della realizzazione di strutture precarie a servizio dei numerosi cantieri”. Nel 2015 il Comune valutò che non c’era più bisogno di quelle strutture e con una delibera ritenne “non più ravvisabile il rischio di gravi fenomeni di degrado ambientale, sociale e urbano, quale presupposto delle misure emergenziali assunte dal sindaco e ha disposto che i titolari delle strutture operative provvisorie provvedessero alla rimozione delle medesime entro il termine di 18 mesi dall’avvio del relativo procedimento amministrativo, demandando al settore ispettorato urbanistico dell’ente le attività di polizia edilizia. Il Comune manifestava la propria indisponibilità a tollerare ulteriormente queste costruzioni e mediante avviso pubblico del 24 aprile 2016 si comunicava, in specie, che i titolari delle strutture provvisorie provvedessero alla rimozione e al ripristino dello stato precedente delineando anche la possibilità di regolarizzare le strutture, qualora gli interventi fossero conformi agli strumenti urbanistici e non risultassero in contrasto con la normativa paesaggistico-ambientale. Con altra delibera del 2017 l’ente confermava come avesse avuto termine la fase emergenziale e le esigenze correlate alla sistemazione di cose o persone impegnate nella ricostruzione potessero trovare soddisfazione col reperimento di soluzioni nell’ambito del patrimonio immobiliare esistente, dando avvio alle procedure di accertamento delle strutture operative provvisorie realizzate e ancora eventualmente esistenti ai fini dell’applicazione delle attività amministrative”.
CONTROLLI
Da qui i controlli che, mesi fa, hanno portato ad alcune ordinanze di demolizione impugnate al Tar che, però, ha dato ragione al Comune sottolineando che l’ente “ha voluto rispondere all’esigenza di evitare che da temporanei, questi manufatti, diventino, di fatto, definitivi con tutto ciò che comporterebbe in ordine al corretto assetto e sviluppo urbanistico”. (g.p.)