Il Tar dà il via ai lavori al Classico Bocciato il ricorso degli architetti

12 Febbraio 2021

L’Ordine professionale contestava la parcella prevista dal bando della gara d’appalto del Comune Per i giudici tutto in regola. Zavarella: «Dopo 10 anni si avvera il sogno di riavere il liceo nella sua sede»

SULMONA. Via libera alla ristrutturazione e messa in sicurezza della storica sede del liceo Classico di piazza XX Settembre. Il Tribunale amministrativo regionale ha infatti respinto il ricorso presentato dall’Ordine degli architetti, dando l’ok all’apertura delle buste contenenti le offerte delle sei ditte che hanno partecipato alla gara per l’aggiudicazione dell’appalto integrato che dovrebbe, nel giro di poco tempo, riconsegnare alla città uno dei luoghi che ne hanno fatto la storia.
I giudici del Tar nel dispositivo respingono tutte le osservazioni fatte dall’Ordine degli architetti. Un ricorso che, visto la sostanza delle contestazioni (nel bando di appalto sarebbe stata prevista, per la progettazione, una quota di fondi troppo bassa rispetto al presumibile valore della parcella calcolata sulla base delle vigenti tariffe) ai più era sembrato strumentale se non addirittura «politico». «Il ricorso presentato solo per far slittare ulteriormente l’inizio dei lavori», era stato il commento di alcuni consiglieri di maggioranza, «e non permettere a questa amministrazione di poter rivendicare i giusti riconoscimenti per aver portato a compimento una storia infinita che andava avanti da oltre 10 anni e dove tutte le altre amministrazioni avevano fallito».
Il Tar ha ritenuto che le soluzioni ad elevato contenuto tecnologico, elemento che autorizza nei fatti di ricorrere all’appalto integrato siano intrinseche alla delibera con cui il Comune chiede di «ricercare soluzioni diverse da quelle ordinarie per ottenere l’adeguamento, o quanto meno, il miglioramento sismico con un coefficiente di sicurezza il più alto possibile». I giudici vanno oltre, dicendo che «le tipologie di interventi espressione di nuove e differenti tecniche – come ad esempio il ricorso agli isolatori sismici, l’uso di materiali di nuova generazione quali fibre di carbonio, massetti, fibrorinforzati, acciai speciali, metodi particolari –, senza alcun dubbio integrano la condizione della prevalenza dell’elemento tecnologico o innovativo». Il Tar dà ragione al Comune anche sul compenso stabilito per la progettazione, classificando i lavori come strutturali e non di restauro, quindi con una classe di progettazione più bassa, riconoscendo anche «che il lavoro fatto dal precedente progettista rappresenta uno sgravio di lavoro sul nuovo progetto e che il nuovo progettista non dovrà redigere l’elaborato ex novo in quanto avrà a disposizione i progetti già redatti e non approvati. La disposizione non sancisce l’obbligo per le stazioni appaltanti di trasporre negli avvisi di gara i corrispettivi indicati nelle tabelle ministeriali, ma le lascia libere di stabilire il corrispettivo a base di gara».
Sempre con la stessa motivazione il Tar respinge anche la terza contestazione degli architetti, i quali ritenevano che i 30 giorni di tempo concessi nel bando di gara non fossero sufficienti.
«L’Amministrazione fornisce ampia motivazione», sottolineano i giudici, «sostenendo che la redazione del progetto esecutivo è agevolata dal fatto che sono stati messi a disposizione dei concorrenti, oltre al progetto definitivo e i relativi rilievi dello stato di fatto, le prove sui materiali, la relazione geologica, ma anche tutti gli elaborati redatti in occasione della progettazione esecutiva nonché la relazione di verifica e la corrispondenza intercorsa con il Genio Civile e la Soprintendenza, che rappresentano un inequivocabile vantaggio in termini temporali per la redazione del progetto esecutivo». Soddisfatto per la decisione del Tar, l’assessore ai Lavori pubblici Salvatore Zavarella, artefice di questo piccolo miracolo, il quale ha annunciato una conferenza stampa sulla vicenda per domani: «Non avevo dubbi sulla bontà della nostra decisione. Dopo 10 anni il sogno di rivedere il liceo Classico nella sua naturale sede diventa realtà. Ora avanti tutta». (c.l.)
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