Il Tar dà l’ok all’aggregato commissariato

Campotosto, per i giudici amministrativi va data prevalenza all’interesse pubblico della ricostruzione
CAMPOTOSTO. Il Tar “dà una mano” alla ricostruzione di Campotosto (in questo periodo senza sindaco - Ercole Di Girolami - che ha il divieto di dimora in paese in quanto coinvolto in un’indagine penale). I giudici amministrativi hanno infatti confermato (tecnicamente hanno respinto la sospensiva dell’atto) il commissariamento di un aggregato (il C44) deciso con un decreto del settembre scorso a firma dell’ex sindaco Luigi Cannavicci (anche lui ancora col divieto di dimora a Campotosto per la stessa indagine penale in cui è coinvolto l’attuale primo cittadino).
«Si ritiene» scrive il Tar «che, in disparte le questioni di diritto da valutare nella sede propria del merito, non possa favorevolmente apprezzarsi l’istanza di sospensiva cautelare tenuto conto che nel bilanciamento dei contrapposti interessi vada data prevalenza all’interesse pubblico e alla operatività del Consorzio al fine di dare massimo impulso al processo di ricostruzione dell’abitato comunale danneggiato dal sisma e sollecitare l’effettuazione alle attività strumentali necessarie al conseguimento del contributo di ricostruzione anche alla luce degli stringenti e inderogabili termini fissati dalla legge per presentare la domanda per la concessione del contributo, pena la decadenza dal beneficio».
Nel decreto dell’ex sindaco Luigi Cannavicci si prendeva atto che «per l’aggregato in oggetto non sono stati depositati, negli anni, atti presso codesta pubblica amministrazione propedeutici alla richiesta di contributo presso l'Ufficio speciale per la ricostruzione (Usrc) di Fossa. Richiamata la nota Usrc del 19 aprile 2021 che regolamenta i termini inderogabili per la presentazione delle domande pena la decadenza dal beneficio si ritiene - al fine di consentire un decisivo impulso alla ricostruzione dell'abitato e consentire il celere rientro della popolazione nelle proprie abitazioni mediante la realizzazione degli interventi finalizzati al ripristino dell’agibilità sismica degli edifici danneggiati dal sisma - di esercitare il potere sostitutivo previsto dalla normativa di riferimento ricorrendone le condizioni e le specifiche circostanze, incaricando e nominando un commissario ad acta. La nomina e l'incarico sono di natura fiduciaria. Va anche considerato che vi è necessità di far fronte alle attività relative agli adempimenti per procedere agli interventi unitari di rafforzamento o miglioramento degli aggregati edilizi, finalizzati a un’armonica ricostruzione del tessuto sociale».
MOBILI DANNEGGIATI
Il Tar ha passato la palla al tribunale civile che ora dovrà decidere sul ricorso di un cittadino che chiede il risarcimento dei mobili danneggiati sia per quelli della sua abitazione che per quelli della sua azienda. La richiesta era stata bocciata dal Comune dell’Aquila. (g.p.)
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