Il Tar: «Vanno tutelate le vipere» Stop ai nuovi impianti per sciare

4 Gennaio 2022

Ecco la sentenza dei giudici amministrativi: sarebbero stati distrutti oltre 10 ettari di rarissimi habitat Il sindaco Ciminelli: «Così si blocca lo sviluppo turistico, queste opere compatibili con l’ambiente» 

OVINDOLI. È proprio il caso di dire che stavolta ci ha messo la coda la vipera Ursini. È principalmente per la sua salvaguardia che il Tar dell’Aquila ha bocciato definitivamente il progetto per i nuovi impianti da sci a Ovindoli, nella Valle delle lenzuola, nel Parco del Sirente-Velino. Dopo la sospensiva di luglio scorso, il nuovo anno si apre con la sentenza finale che annulla le autorizzazioni ottenute da Comune e Regione. A cantare vittoria sono le associazioni ambientaliste Salviamo l’orso, Stazione ornitologica abruzzese, Lipu, Mountain wilderness, Cai (difese dall’avvocato Herbert Simone) e in ultimo il Wwf (avvocato Francesco Paolo Febbo) che parlano di «una salvezza per l’habitat e per la fauna». Ma il Comune annuncia battaglia.
LE MOTIVAZIONI
Il Tar ha accolto diversi punti richiamati dalle associazioni ambientaliste riguardanti la tutela degli habitat. La realizzazione delle piste avrebbe comportato lo sbancamento e la distruzione di oltre 10 ettari di rarissimi habitat di prateria di alta quota nel Parco, in una Zona di protezione speciale per l’Ue, con gravissimo impatto sulle specie presenti. I giudici hanno censurato l’operato del Comitato valutazione di impatto ambientale (Via) di Regione e Comune accogliendo diversi dei motivi di ricorso. Si va dal mancato coinvolgimento nella procedura dei carabinieri forestali che gestiscono la Riserva Monte Velino, alla valutazione di incidenza ambientale fatta dal geometra comunale privo delle competenze necessarie, dall’aver omesso una nuova valutazione paesaggistica da parte della Soprintendenza dopo che il progetto era stato modificato. «Si tratta chiaramente», spiegano i giudici, «di modificazioni rilevanti e irreversibili dello stato geomorfologico del paesaggio».
LA VIPERA
Diversi i passaggi della sentenza che riguardano la protezione delle rarissime specie animali presenti, come la Vipera Ursini. «Lo studio di impatto ambientale (Sia) quindi dà atto che l’esecuzione delle opere di scavo», affermano i giudici, «comporta l’uccisione di esemplari di Vipera Ursini e che le misure di mitigazione potrebbero solo limitare, ma non evitare tale evenienza solo con la rilocazione di individui accidentalmente rinvenuti durante i lavori. È però in assoluto incompatibile con le misure di tutela della specie, oltre che inaccettabile per le conseguenze irreversibili che potrebbero derivarne, il rischio di soppressione di un numero indeterminato di esemplari trattandosi di una tra le specie di serpente più minacciate d’Europa e d’Italia».
IL PROGETTO
Il progetto dell’opera risale al 2016 e prevedeva la realizzazione di nuovi impianti da sci dei Campi della Magnola. L’inizio dei lavori era fissato in primavera, con un mega progetto da circa 13 milioni, in parte finanziati dal Masterplan Abruzzo. La prima tranche del progetto prevedeva la realizzazione di tre nuovi impianti di risalita (seggiovie quadriposto) di lunghezza tra 400 e 600 metri e sette nuove piste da sci di lunghe tra 400 e 800 metri classificate con vari livelli di difficoltà.
LE POSIZIONI
«È una sentenza incredibile, la analizzeremo con i nostri legali», ha affermato il sindaco di Ovindoli, Angelo Ciminelli, «che blocca lo sviluppo turistico di un vasto territorio nonostante i pareri tutti favorevoli. Queste opere sono pienamente compatibili con l’ambiente naturale». «La tutela di questi territori», ha invece affermato Dante Caserta, vicepresidente Wwf Italia, «dovrebbe essere una priorità per la Regione e per il Parco regionale. Dover ogni volta ricorrere alla giustizia per una cosa tanto ovvia è incomprensibile, anche perché le normative di salvaguardia sono chiare e dovrebbero essere ben conosciute».
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