Il tartufo tra le eccellenze presenti all’Expo 2015

29 Marzo 2015

Il prodotto, appena insignito del marchio collettivo geografico, rappresenterà insieme allo zafferano l’enogastronomia locale all’evento di Milano

L’AQUILA. Sarà il tartufo aquilano, appena insignito del marchio collettivo geografico, a rappresentare, insieme allo zafferano, l’enogastronomia locale all’Expo di Milano che si aprirà tra poco più di un mese.

L’annuncio viene dal presidente della Camera di commercio dell’Aquila, Lorenzo Santilli, che nel corso del convegno «La ricchezza del tartufo e la tartuficoltura in Abruzzo», che si è tenuto ieri all’auditorium del parco, ha manifestato la volontà «di puntare sulle eccellenze locali per promuovere il territorio».

Prodotto “principe” sarà proprio il tartufo aquilano, che ha ufficialmente un marchio collettivo geografico per attestarne autenticità e provenienza. «La Camera di commercio dell’Aquila», ha annunciato il presidente dell’ente, Lorenzo Santilli, «si presenterà all’Expo con due eccellenze: il tartufo e lo zafferano. Prodotti che caratterizzano il nostro territorio, con spiccate qualità e peculiarità».

Santilli ha auspicato «che le associazioni locali, a seguito della nascita del marchio collettivo geografico, diventino promotori di impresa perché emerga il risultato economico di questo prodotto, da portare in tavola e nei migliori ristoranti italiani».

Alla riunione erano presenti le associazioni tartufai aquilani “Il raspino”, Vallelonga, Amici del tartufo d’Abruzzo, Mondo tartufo e tartufai della Marsica. «Il marchio collettivo geografico», ha dichiarato Antonio Romeo, responsabile del consorzio d’innovazione tecnologica Dintec, «è uno strumento snello, di titolarità della Camera di commercio dell’Aquila, in uso a tutti i produttori che si atterranno al disciplinare e al regolamento di utilizzo».

Il primo requisito è la provenienza geografica del tartufo, relegata per questo prodotto esclusivamente alla provincia aquilana.

«Il tartufo deve, inoltre, rispondere a particolari caratteristiche fisico-chimiche e organolettiche», prosegue Romeo, «e al sistema di conservazione ed etichettatura indicato nel disciplinare».

Sono 48 le aziende abruzzesi produttrici di tartufo, circa 8mila i raccoglitori e 3mila i coltivatori, con 1500 ettari coltivati a tartufo.

Dati, questi, forniti da Giovanni Pacioni, dell’Università dell’Aquila: «I nostri tartufi», ha specificato il dofente, «crescono su terreni sani ed hanno un’elevata qualità, anche se la raccolta con zappatura, sempre più in uso, rischia di procurare un danno alla successiva crescita. Nella nostra regione, inoltre, sono state trovate due nuove specie, il tartufo Suave e l’Aprutinum».

Monica Pelliccione

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