Il telefonino può incastrare l’attentatore

18 Agosto 2019

Gli investigatori monitorano gli spostamenti di alcuni sospettati, si ipotizza una vendetta dopo alcuni articoli scomodi

SULMONA. Si fanno serrate le indagini per incastrare il responsabile che alle prime ore di Ferragosto, in piena notte, ha dato fuoco all’auto del giornalista Claudio Lattanzio, originario di Popoli ma sulmonese d’adozione. Ai carabinieri si è aggiunta anche la squadra anticrimine del commissariato. Ieri mattina, la polizia ha ascoltato il giornalista, anche se in maniera informale, alla ricerca di particolari che possano portare all’identificazione dell’autore dell’attentato incendiario. È chiaro che all’origine del clamoroso gesto vi è l’attività del giornalista che da anni si occupa di cronaca. E in qualche caso fare nomi e cognomi delle persone coinvolte nelle varie vicende, quasi sempre delicate e scomode, può aver dato fastidio. E gli investigatori, dopo aver verificato quali siano stati i casi più scottanti affrontati dal giornalista, hanno ristretto il cerchio degli indiziati: tramite le celle telefoniche (o in qualche caso il Gps) stanno controllando gli spostamenti effettuati nella tarda serata del 14 agosto e nelle prime ore di Ferragosto nei dintorni di via Valle.
Tra i casi delicati seguiti da Lattanzio si ricordano quello dei furbetti del cartellino, inchiesta nella quale sono rimasti coinvolti 48 dipendenti comunali, il “Piccolo Colosseo” che ha portato alla luce un mega giro di droga in città con 24 persone, quasi tutte di Sulmona, 14 delle quali sottoposte a regime di custodia cautelare. Inchiesta che proprio il mese scorso ha portato alla condanna dei sei imputati che hanno scelto il rito abbreviato. E poi ancora la vicenda dei cani sepolti illegalmente nel canile comunale. Vicenda legata anche a un precedente atto incendiario che colpì in quell’occasione Gabriella Tunno, che gestisce la struttura comunale con la sua associazione Code felici. L’ultimo caso, in ordine di tempo, di cui si è occupato il giornalista Claudio Lattanzio è quello dei cani morsicatori lasciati liberi dai legittimi proprietari di passeggiare e aggredire tranquillamente altri cani nelle strade della frazione di Vallelarga. E poi c’è un ultimo fatto inquietante avvenuto circa due anni fa quando ignoti appiccarono il fuoco al portone del condominio dove abita il giornalista. Episodio al quale all’epoca non venne dato il giusto peso ma che alla luce dell’ultimo atto incendiario sta assumendo una certa rilevanza. La vettura di Lattanzio, una Honda Crv, era parcheggiata nel cortile dell’abitazione.
Le fiamme sono divampate intorno alle 3 del mattino. Sul caso è stata aperta un’inchiesta della Procura. Tanti gli attestati di stima e solidarietà al giornalista, collaboratore del Centro e corrispondente Ansa.
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