Il tempietto sorge nel luogo della sepoltura di San Massimo

FOSSA. Alcuni studiosi fanno risalire l’origine di Santa Maria ad Cryptas al fatto di essere stata edificata sul sito della prima sepoltura di San Massimo di Aveia, martirizzato nel 250 circa e il...
FOSSA. Alcuni studiosi fanno risalire l’origine di Santa Maria ad Cryptas al fatto di essere stata edificata sul sito della prima sepoltura di San Massimo di Aveia, martirizzato nel 250 circa e il cui corpo, dopo la libertà religiosa concessa da Costantino, fu trasferito nella basilica di Forcona. Piccola basilica tra VI e X secolo, in epoca longobardo-franca, venne del tutto ricostruita in forme cistercensi proto-gotiche nella prima metà del XIII secolo.
«Santa Maria ad Cryptas», dicono gli esperti, «è un edificio rettangolare coperto a capanna con facciata a due spioventi con un portale a sesto acuto e sopra, in asse, un più tardo finestrone. Le fiancate hanno invece feritoie oblunghe a doppi strombi in pietra da taglio. Le tessiture murarie sono a filari regolari e il lato valle è rinforzato da due grossi speroni di contenimento posti a contrafforte. L’abside è quadrata e termina con una parete più alta, vero fondale, a frontone triangolare. La parete tra navata e abside, anch’essa più alta, supporta un campaniletto a vela. Il portale d’ingresso rappresenta uno dei primi modelli locali tipologicamente ispirato al gotico borgognone. L’interno, interamente decorato da affreschi due-trecenteschi, è una monoaula rettangolare coperta da tetto ligneo a vista seguita da un coro quadrato voltato a crociera».

