Il tenente Malvestuto spegne 98 candeline

Festa per l’ultimo ufficiale della Brigata Majella: «La mia battaglia per la libertà una lezione ai giovani»
SULMONA. Ha compiuto 98 anni ieri tra l’affetto dei suoi cari Gilberto Malvestuto. L’ultimo ufficiale in vita della gloriosa Brigata Majella non si è fatto mancare la torta ieri pomeriggio nella casa di riposo di via Mazara dove alloggia e dove ha voluto festeggiare assieme a tutta la sua famiglia e agli altri ospiti. Prima, l’ex ufficiale non aveva rinunciato nemmeno alla sua passeggiata mattutina, accompagnato dalle sue due figlie, che lo hanno portato al ristorante per il pranzo di compleanno, dove lo aspettavano tutti gli altri. «Gli anni si fanno sentire», scherza senza mai perdere ironia e lucidità, «spero di esserci anche il prossimo». A chi gli suggerisce di essere ottimista perché il traguardo dei 100 anni si avvicina risponde: «L’ottimismo non manca», mentre spegne le due candeline che segnano il numero 98. Quasi un secolo speso per la libertà e la patria. «Ho fatto soltanto il mio dovere», si schernisce, «ho fatto la cosa giusta, lottando e rischiando la vita con altri per la libertà dell’Italia». La libertà era un bene prezioso a quei tempi, da difendere e da conquistare a caro prezzo, con tante giovani vite sacrificate. Ed è ai giovani che Malvestuto si rivolge frequentemente, chiamando in causa il ruolo della scuola. «Ha una funzione importante per l’affermazione dei valori della Resistenza», aggiunge, «senza memoria non c’è futuro. Continuerò a tenere accesa la fiammella del ricordo finché ne avrò la forza». Tante battaglie, lutti e dolori, quindi la grande gioia. «Il 25 aprile del 1945 ero a Bologna, qui una folla in delirio ci accolse come fossimo degli eroi», racconta in modo lucido, «ricordo in particolare una ragazza, mi venne incontro correndo e mi abbracciò e mi disse grazie. Mi sembra ancora di sentire il battito del suo cuore, così come ricordo benissimo i fiori che le persone ci buttavano dalle finestre, insieme ai bigliettini di ringraziamento». Malvestuto è nonno di cinque nipoti, avuti dai suoi tre figli, ed è bis nonno del piccolo Domenico. «Ai miei figli ho voluto consegnare una società libera di pensiero, quello che aveva il comandante Ettore Troilo, fondatore della Brigata Majella, un grande italiano, entusiasta e galvanizzatore di giovani», dice rivolto ai suoi ragazzi. La Brigata Maiella è l’unica formazione partigiana italiana decorata con medaglia d’oro al valore militare durante la Resistenza. Malvestuto era tenente nella compagnia mortai della Brigata composta per lo più da abruzzesi, che dopo la liberazione di Sulmona nel giugno 1944 proseguì il percorso verso nord alle dipendenze dell’Armata alleata per finire il 21 aprile 1945 con l’entrata nella Bologna liberata. Una pagina importante della storia d’Italia, scritta da un gruppo di ragazzi di Sulmona, e in particolare dal tenente Malvestuto, che a 98 anni continua a commuovere coi suoi racconti.
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