Il testimone: scena terribile così ho tentato di afferrarlo

Parla l’assicuratore e vicino di casa che ha cercato di salvare il professionista Gli amici della coppia: «Lui un uomo mite, è inspiegabile ciò che è accaduto»
AVEZZANO. «Ho cercato di prenderlo al volo, era appeso al davanzale. Stavo rientrando a casa a sono stato testimone di questa terribile scena». Tonino Bianchini, assicuratore di Avezzano, è sotto choc. È il testimone degli ultimi istanti di vita del medico, colui che ha cercato di salvarlo. È scosso mentre insieme alla figlia attraversa il cortile per tornare a casa. «Ho tentato di afferrarlo, di attutire la caduta», spiega Bianchini, che è rimasto leggermente ferito a un braccio e a una gamba, «ho fatto tutto quello che ho potuto». Rischiando di essere travolto dal peso del medico, che era quasi un metro e 90, Bianchini ha infatti provato a prenderlo con le braccia.
In via Monte Grappa, non lontano da piazza Risorgimento, è un via vai di persone. Tanti anche coloro che si sono presentati in ospedale per sincerarsi delle condizioni della negoziante. Tra questi Enrico De Nicola, insegnante, candidato nella stessa lista della Lombardo per l’accoppiata uomo-donna consentita dalla normativa per le Comunali. La notizia di quanto accaduto si è diffusa in città con estrema velocità. Tanti i messaggi di cordoglio per la scomparsa del medico e di incoraggiamento alla moglie ferita.
È incredulo Angelo Petroni, direttore sanitario della clinica Di Lorenzo e primario responsabile della divisione di Medicina interna e Cardiologia, molto amico del dottor Vittorio Emi. «Ha lavorato con noi per 20 anni, come specialista in Cardiologia», racconta Petroni, «fino a quando non ci fu l’incompatibilità e si dedicò esclusivamente all’attività di medico di base. Era per me un amico fraterno, una persona squisita, sempre con il sorriso sulle labbra, ma anche un professionista valido. Lo chiamai a lavorare con me subito dopo la sua specializzazione. Ci siamo sposati lo stesso anno e lo stesso giorno e festeggiavamo questa ricorrenza insieme. Non mi spiego quello che è accaduto, soprattutto alla luce del suo carattere. Parliamo di una persona sempre tranquilla, educata, non l’ho mai visto litigare con nessuno, neanche mai alzare la voce. Sono davvero sconvolto».
Incredulo anche Roberto Donatelli, l’imprenditore avezzanese presidente regionale di Confcommercio, molto amico del dottor Emi, ma anche della moglie. «Quando ho appreso la notizia», racconta, «mi è sembrato tutto assurdo. Ho fatto le scuole elementari con Vittorio, eravamo coetanei. Poi siamo rimasti sempre amici, siamo cresciuti insieme. Abitava vicino al mio negozio, in via Monte Grappa, e ci vedevamo spesso. Era una persona pacifica, mai violenta, un uomo buono, tranquillo. È inspiegabile quanto accaduto. Nessuno avrebbe mai immaginato tutto ciò. Il mio pensiero in questo momento va alla famiglia e a Paola, una storica commerciante di questa città».
«Conoscevo bene Vittorio da tanti anni e conosco bene Paola», spiega Gianni Napoleone, che gestisce una gioielleria in via Corradini, vicino alla profumeria della Lombardo, «due bravissime persone. Lui era un professionista preparato e un uomo tranquillo, buono e sempre disponibile. Nessuno sa dare una spiegazione a questa assurda tragedia, una tragedia per tutta la città».
«Siamo sconvolti da quanto accaduto», afferma il presidente cittadino della Confcommercio, Giuliano Montaldi, «mi ero sentito con Paola poco prima perché è una nostra associata e questo dramma familiare ci lascia basiti. Esprimiamo il cordoglio a tutta la famiglia e siamo convinti che riuscirà a uscire da questo incubo perché è una persona forte e determinata».

