Il testo è sbagliato Si rischia un nuovo aumento della Tari
L’allarme dell’assessore Cocciante sul decreto Enti locali «Va corretto, oppure la tassa sui rifiuti salirà del 30%»
L’AQUILA. «È un dramma, è tutto sbagliato». Nelle parole dell’assessore al Bilancio, Giovanni Cocciante, tutto lo scoramento di chi proprio non si aspettava che dopo tanti mesi passati a discutere, dibattere, scontrarsi con le opposizioni e con il governo, adesso l’articolo 3 del decreto Enti locali del 24 giugno fosse da correggere. Ebbene sì, la gatta frettolosa ha fatto i figli ciechi, e questo decreto (Contributo straordinario in favore dell’Aquila), che conferma l’impegno verso L’Aquila con lo stanziamento dei 16 milioni di euro di fondi straordinari che salvano il bilancio dal default (più 1,6 milioni per il cratere sismico), «è scritto male». E la forma di un testo, quando si tratta di legge, è quasi tutto. Così, tanto per cominciare, «c’è un passaggio in cui invece di affrontare la questione Tari del 2015 e anni precedenti, si fa riferimento a quella del 2016», spiega Cocciante, «mentre si mescolano aspetti diversi facendo un pot pourri indefinito». «Tale contributo» si legge infatti nel decreto in Gazzetta ufficiale, «per quanto concerne le maggiori spese, è destinato a esigenze dell’Ufficio tecnico; esigenze del sociale e della scuola dell’obbligo compresi gli asili nido; esigenze connesse alla viabilità; esigenze per il trasporto pubblico locale; ripristino e manutenzione del verde pubblico. Relativamente alle minori entrate, il contributo è destinato al ristoro: per le entrate tributarie, delle tasse per la raccolta di rifiuti solidi urbani afferenti agli esercizi precedenti al 2016 e, per le entrate extra-tributarie, dei proventi derivanti da posteggi a pagamento, servizi mense e trasporti e installazioni mezzi pubblicitari». Per Cocciante un caos cui bisogna porre rimedio, facendo veicolare il messaggio in Parlamento dalla senatrice Stefania Pezzopane. «Ad esempio», chiede Cocciante, «cosa vuol dire ufficio tecnico: manutenzione, ricostruzione o cosa? Si deve intervenire presto, in quanto il 31 luglio è il termine ultimo per approvare la variazione alla Tari». Per poter rispettare il contratto di servizio da oltre 14 milioni con l’Asm, l’amministrazione ha aumentato la tassa del 20%. «Lo abbiamo fatto con grande sofferenza», dice Cocciante, «perché io so quanta fatica fanno tante famiglie che vengono in Comune a chiedere aiuto». Se non si corregge il tiro, c’è invece il rischio che l’amministrazione prenda in considerazione un nuovo aumento della tassa sui rifiuti (30%) per poter colmare il gap che comunque resta: con la Tari aumentata di recente si riesce infatti a coprire il contratto con Asm fino a 9 milioni di euro. Bisognerà intervenire con un emendamento per cambiare il decreto, che verrà convertito in legge entro 60 giorni. Intanto, da un punto di vista finanziario il bilancio è al sicuro. «Abbiamo sempre avuto grande fiducia nel governo», aggiunge l’assessore, «per cui abbiamo potuto approvare il bilancio nei termini di legge nel consiglio comunale del 23 maggio e adesso possiamo rimetter mano a diverse voci come sociale e turismo». I 16 milioni vanno a coprire le minori entrate dovute al fatto che gli edifici sono inagibili, quindi non vengono pagate Ici, Imu e Tari, a fronte di un aumento delle spese. Per fare un esempio: i tetti del Map di Pianola scoperchiati dal vento l’8 gennaio scorso sono stati ripristinati con 300mila euro sottratti al bilancio.
Marianna Gianforte
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