Il vescovo: per noi radici di dolore

Fiori sul Salviano. Celano ricorda la sposa Mariannina. Omaggio musicale ad Aielli
AVEZZANO. «La commozione ci riporta a quel tragico giorno». Sono le parole del vescovo dei Marsi, Pietro Santoro, ad aprire sul Monte Salviano le celebrazioni per il 106° anniversario del terremoto che colpì la Marsica. «Trentamila vittime non sono numeri», prosegue il vescovo, «ma persone che sono state strappate ai loro affetti. Il terremoto del 13 gennaio 1915 è parte delle radici della nostra storia, radici di dolore che devono produrre nuova linfa. Come padre spirituale di questo territorio, mi sento di dire che oggi è il tempo di costruire una società della cura, intesa come custodia del destino della Marsica».
«Nessun evento, per quanto tragico, è privo di un significato costruttivo», aggiunge il sindaco Gianni Di Pangrazio, dopo aver deposto una corona di fiori ai piede della stele, «e questo approccio non riguarda un superficiale ottimismo, ma la tendenza, profondamente umana, a rialzarsi con dignità e coraggio. Anche oggi viviamo un momento difficile con la pandemia dalla quale ci auguriamo di uscire il prima possibile».
Alla cerimonia anche il consigliere regionale Simone Angelosante, il presidente del consiglio comunale Fabrizio Ridolfi e i rappresentati delle forze dell’ordine e delle associazioni d’Arma. Un mazzo di fiori è stato deposto anche dai ragazzi di Nazione Futura Avezzano. Polemiche da parte da qualche cittadino per la mancata deposizione di un omaggio floreale a largo San Bartolomeo ad Avezzano, luogo simbolo della catastrofe (in abbandono da tempo).
Non sono mancati momenti di commozione all’apertura del consiglio comunale al castello Orsini con l’intervento dello storico Giovanbattista Pitoni, l’Inno di Mameli con il tenore Aleandro Mariani, una poesia interpretata dall’attore Corrado Oddi e un monologo di Gigi Proietti dal titolo “Er terremoto di Avezzano”.
Per commemorare l’anniversario del sisma tra i vicoli innevati di Borgo Universo ad Aielli è andato in scena il liveclip musicale “Repijemece je tempe” a cura del regista Paolo Santamaria. Il brano, scritto e interpretato al pianoforte da Giuseppe Ippoliti, vuole essere un invito a resistere uniti. Una corona di fiori è stata deposta dal sindaco di Celano, Settimio Santilli, davanti al monumento dedicato alla giovane Mariannina Letta, morta sotto le macerie a pochi giorni dalle nozze. La cerimonia, alla presenza del parroco don Ilvio Giandomenico, si è svolta al cimitero. Commemorazioni anche in altri paesi della Marsica.

