Il vescovo: «Subito gli aiuti troppe famiglie in difficoltà»

9 Ottobre 2022

Il tema rincari: «L’aumento di luce, gas e prodotti in generale è un problema serio» L’appello alle istituzioni: «Bene l’Unione dei Comuni. E il tribunale non può chiudere» 

AVEZZANO. Un anno fa è arrivato dalla diocesi di Andria per iniziare il suo cammino nella Marsica. A distanza di 12 mesi, monsignor Giovanni Massaro, vescovo della diocesi di Avezzano, si prepara all’inizio dell’anno pastorale e alla consegna della sua prima lettera ai marsicani.
Un anno di vescovado, che bilancio traccia?
«Positivo, un bilancio positivo. Ringrazio il Signore per avermi affidato la Chiesa dei Marsi e per avermi sostenuto con la sua grazia. Ringrazio il popolo della Marsica che mi ha accolto con fede viva e vibrante affetto. Sono stato accolto come un padre e un fratello. Il popolo della Marsica è un popolo buono e generoso, che ama davvero il proprio vescovo. Sin dal primo momento ho affermato che il mio desiderio è quello di essere un vescovo vicino a Dio, vicino ai presbiteri e vicino alla gente. Ho visitato quasi tutte le comunità parrocchiali. Il vescovo è inviato per essere proprio in mezzo alla gente e gli viene richiesta la capacità di essere uomo di relazioni, capace di dialogare, di incontrare le persone e trasmettere la gioia del Vangelo. Incontrando la gente ho ricevuto tanto bene».
Un anno difficilissimo. La guerra della Russia all’Ucraina dopo la pandemia. Cos’è cambiato anche nella Marsica?
«Sin dall’inizio del conflitto, ci siamo attivati favorendo momenti di preghiera e poi l’accoglienza delle sorelle e dei fratelli fuggiti dalla guerra. Sono stato colpito dalla generosità del popolo della Marsica. La Caritas e la Migrantes hanno ricevuto in pochi giorni disponibilità da parte di singole famiglie di stanze e abitazioni per i profughi. Altrettanto generose sono state le offerte materiali. Come Chiesa locale abbiamo sostenuto oltre 100 nuclei familiari che sono stati accompagnati da operatori volontari sia nelle esigenze materiali sia nei diversi adempimenti amministrativi, sia nei percorsi di integrazione».
E il caro bollette? Altro argomento caldo...
«L’aumento dei costi dell’energia elettrica, del gas e in generale dei prodotti sta diventando un problema molto serio anche per il nostro territorio. Dobbiamo ricordare che sempre più famiglie, pur potendo contare su un lavoro dignitoso, non riescono a provvedere alle numerose esigenze della quotidianità. Come diocesi, stiamo mettendo a punto degli strumenti di supporto per le famiglie. È necessario però che il governo prenda provvedimenti e dia sostegno a famiglie e imprese. Occorre liberarsi dal gioco pesante dell’individualismo. Anche la Conferenza episcopale abruzzese ha pensato di avviare un dialogo con l’amministrazione regionale per affrontare il grave aumento dei costi sostenuti dalle famiglie e dalle imprese».
Cambiamo tema. Ma sempre di crisi parliamo. Le vocazioni e la carenza di sacerdoti.
«La pastorale vocazionale deve essere impegno di tutta la comunità. Non ci sono scuse. Tutti dobbiamo prodigarci di più, prima che sia troppo tardi. Si è avvertita l’urgenza di un progetto che unisca le parrocchie in comunità di parrocchie. Non si tratta di sopprimere le parrocchie o di svuotarle, bensì di unirle sotto la guida di un solo parroco. Il tentativo è quello di custodire la storia e l’identità di ogni comunità migliorando l’azione pastorale. Sarà fondamentale il contributo dei fedeli laici».
Quale messaggio si sente di dare ai rappresentanti istituzionali?
«Vedo bene la nuova Unione dei Comuni ed esorto che questa organizzazione, insieme al Comune di Avezzano, sia davvero il simbolo del lavoro sinergico per il nostro territorio. È risultato molto positivo e fruttuoso l’incontro sinodale vissuto dalla Chiesa diocesana con i sindaci della Marsica. E mi auguro che questo reciproco ascolto possa proseguire. È necessario creare nuove opportunità e contrastare lo spopolamento. Molto sentito, inoltre, il problema del lavoro, soprattutto dai giovani, costretti a lasciare la Marsica. È necessario un sostegno alle imprese e alle famiglie bisognose. La chiusura del tribunale potrebbe costituire per il territorio un ulteriore depauperamento, con la conseguente percezione di poca sicurezza tra i cittadini. La Marsica, con le sue montagne, i suoi paesaggi, attira tante persone: va incrementato il turismo, aumentate le strutture ricettive».
Quanto è stato difficile affrontare la morte della piccola Alessia Prendi, travolta dall’altalena in un parco giochi?
«Un momento di grande dolore per i fedeli di San Pelino e della diocesi. La perdita di una figlia è un dolore troppo forte che non si può lenire con le parole. Lo abbiamo condiviso in tutta la sua drammaticità, nel silenzio e nella preghiera. Solo la fede in Dio può offrire un aiuto per affrontare il dolore, nella consapevolezza che Dio è Padre e non ci abbandona mai».
In cattedrale (oggi alle 17.30, ndc) ci sarà la celebrazione per l’inizio dell’anno pastorale. Che cosa si aspetta dal suo secondo anno in Marsica?
«Consegnerò alla comunità diocesana la mia prima lettera pastorale dal titolo Rendete piena la mia gioia. Il mio più grande desiderio è continuare a camminare in unità, crescere nella comunione, facendo tesoro della forte esperienza di fede che questo popolo di Dio ha vissuto e vive».