Il Wwf: «Ennesimo regalo consentire la caccia ai cervi»

7 Dicembre 2023

OVINDOLI. Il Wwf Abruzzo critica il nulla osta concesso dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) per la caccia di selezione dei cervi al di fuori del Parco Sirente...

OVINDOLI. Il Wwf Abruzzo critica il nulla osta concesso dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) per la caccia di selezione dei cervi al di fuori del Parco Sirente Velino e parla di «ennesimo regalo al mondo venatorio fatto passare come una gestione faunistica di cui non si sente alcuna necessitò». Il parere favorevole dell’Ispra era arrivato per garantire il controllo numerico dei cervi all'interno del territorio dell'area protetta. Il Wwf ha annunciato, inoltre, la volontà di consultare l’intera documentazione presentata dalla Regione Abruzzo. «Se i dati sui quali si basa la decisione di intraprendere la caccia di selezione al cervo sono quelli presentati nel Piano faunistico venatorio della Regione Abruzzo», spiega il Wwf, «questi, come riportato nel Piano stesso, sono carenti e frammentari e non sono certo sufficienti i monitoraggi intrapresi dagli Atc per colmare tali lacune». «Per definire la stima di popolazioni faunistiche e dunque, il loro eventuale prelievo», aggiunge, «sono necessarie informazioni esaustive e dettagliate in merito alla distribuzione sul territorio, così come in merito alla consistenza numerica delle popolazioni, alle rispettive variazioni temporali e ai rapporti numerici tra individui dei due sessi e tra le diverse classi di età». «Per quanto attiene ai danni provocati dai cervi», evidenzia ancora il Wwf Abruzzo, «ben altri sono i sistemi da mettere in campo per contrastarli: recinzioni intorno ai campi nelle aree più colpite; dissuasori acustici, visivi e olfattivi per allontanare gli ungulati da colture e strade; ristori in tempi rapidi agli agricoltori colpiti; potenziamento dei sottopassi. Ci si chiede quali siano state le azioni messe in atto dall’area protetta nell’ambito della prevenzione e con quali risultati prima di ricorrere alla scorciatoia delle carabine, che è tutt’altro una via certa da percorrere per il contenimento dei danni».
«Viene, dunque, da chiedersi», conclude il Wwf, «se il vero obiettivo di tali scelte sia quello di contenere effettivamente i danni da fauna o quello di dare via libera ai cacciatori su una specie che attualmente in Abruzzo non viene cacciata. Questi animali sono patrimonio della nostra terra e simbolo della natura che rende la nostra Regione conosciuta e apprezzata: non sono bersagli per i cacciatori».
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