Impianti di Marsia, prove di rinascita

Tagliacozzo, Di Rocco (amministrazione separata): «C’è un progetto che può ottenere i fondi Fas»
TAGLIACOZZO. Marsia, un tempo rinomata stazione sciistica, ma condannata, purtroppo, a partire dagli anni Novanta, a un lento ma inesorabile declino, potrebbe finalmente risorgere. Una speranza alimentata dalla recente sentenza della Cassazione che ha dichiarato sciolto il “Consorzio di Marsia”, ponendo fine a un contenzioso giudiziario tra i sostenitori dello stesso Consorzio da una parte e il Comune di Tagliacozzo, il Consorzio stradale e l’Amministrazione separata usi civici di Roccacerro dall’altra. Un rilancio della località turistica, che si trova a un’altitudine di 1.700 metri, rimarrà però una chimera se non verranno affrontati con determinazione due grossi problemi: quello dei servizi primari e quello degli impianti sciistici. Risolvere il primo compete al Comune di Tagliacozzo; risolvere Il secondo allo stesso Comune d’intesa con l’Amministrazione separata di Roccacerro. Per quanto riguarda i servizi, Comune e Consorzio stradale si stanno muovendo. Il ripristino della condotta idrica dalla centrale, posta a valle di Roccacerro, fino al serbatoio in cima al Monte Midia, consentirà ai residenti, una volta risolto il problema della rete fognaria, di avere finalmente in casa l’acqua corrente. Attualmente il rifornimento avviene con le autobotti che, oltre a creare disagi, fa lievitare il costo del servizio. Senza acqua corrente si trovano anche gli utenti di Roccacerro Alta, tra cui due ristoranti e un albergo. Non meno importanti sono gli impianti sciistici, grazie ai quali Marsia potrebbe competere con le più quotate stazioni montane d’Abruzzo – da Roccaraso a Pescasseroli, da Ovindoli a Campo Felice – avvantaggiata dal fatto di essere raggiunta da Roma in poco più di un’ora anche con il treno. Gli impianti, una seggiovia e due sciovie, furono realizzati nella metà degli anni Sessanta su terreni demaniali e gestiti dalla famiglia Fiocco fino al 2006 quando la concessione non è stata più prorogata. Da allora gli impianti sono stati abbandonati a se stessi. La realizzazione di nuovi impianti spetta all’amministrazione separata di Roccacerro, in quanto proprietaria dei terreni, in collaborazione col Comune. «Stiamo preparando il progetto», afferma il presidente Omero Di Rocco, «per fruire dei contributi Fas, già disponibili. Il costo per i nuovi impianti e l’innevamento artificiale si aggira sui 5 milioni. Nel frattempo ci stiamo adoperando per trovare un privato all’altezza cui affidare la gestione degli impianti».
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