Impianti di Santa Barbara È scontro sulla gestione

La cooperativa Verdeaqua al Comune: contro di noi campagna denigratoria La presidente Giordani e il vice Passacantando: «Non c’è alcuna morosità»
L’AQUILA. La società cooperativa Verdeaqua smile rivendica la piena titolarità nella gestione del complesso sportivo di Santa Barbara e nega, carte alla mano, di avere problemi di morosità.
Sandra Giordani, presidente della cooperativa, con accanto il suo vice Antonello Passacantando e Luciana Del Beato componente del cda, ha ripercorso tutte le tappe di una gestione iniziata oltre venti anni fa «sulla quale ora», dice, «qualcuno sta cercando di gettare discredito». È un fiume in piena la presidente della cooperativa sociale che contesta la decisione dell’assessore allo sport Alessandro Piccinini «di sondare la disponibilità delle società di nuoto che operano nel centro sportivo Verdeaqua a gestire la struttura, nelle more della nuova gara d’appalto, escludendo per morosità chi l’ha finora gestita».
Dichiarazioni bollate dalla Verdeaqua, «come un vero e proprio attacco ingiustificato», tale da spingere la cooperativa a difendersi, annunciando azioni legali, e a parlare di una «campagna denigratoria, avviata da altre società sportive e da pezzi della politica cittadina, che ha finito per appesantire la nostra situazione economica». Giordani e Passacantando hanno poi illustrato le diverse tappe della vicenda, per arrivare al project financing, per oltre 2 milioni di euro, che ha avuto il via libera del Credito sportivo e del consiglio comunale, necessario per la riqualificazione della struttura che nel 2001 venne chiusa per inagibilità, poiché il Comune non realizzò i lavori straordinari a suo tempo previsti. «Abbiamo eseguito i lavori i e la struttura è stata riaperta nel 2005, ma il Comune ha continuato a disattendere gli impegni anche sul fronte della revisione delle tariffe. Revisione operata solo nel 2016, così come la rimodulazione del mutuo, attraverso la delibera 66 del consiglio comunale impugnata, però, al Tar (che deciderà nel merito a gennaio) dalle società sportive che utilizzano la piscina e i campi del complesso». Ed è proprio quel mutuo, anzi l’ultima rata che non sarebbe stata saldata dalla cooperativa, che ha portato il Comune a definire morosa la Verdeaqua e a revocare, in autotutela, la delibera 66. Cosa contestata da Giordani e Passacantando: «Abbiamo concordato con il Credito sportivo, a cui abbiamo spiegato di aver avuto meno introiti a causa di eventi eccezionali (i recenti terremoti) e della campagna denigratoria, di poter saldare a novembre ciò che resta di quella rata in parte già pagata. Quindi non c’è morosità. Anzi, è una delle società che utilizza la piscina ad essere morosa nei nostri confronti». Quindi la battaglia legale che Verdeaqua condurrà davanti al Tar. E non solo. «Chiederemo, se estromessi dalla gestione», dice Giordani, «di riavere le somme utilizzate per sistemare la struttura. E il Comune dovrà farsi carico di saldare la quota restante del mutuo». Verdeaqua, impegnata anche in progetti per l’inclusione lavorativa e l’attività motoria di persone diversamente abili, dà occupazione a 70 persone.(m.m.)
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