Impianti termici, allarme sicurezza di Cna

Il direttore Del Re contro la Provincia: «Inadempiente sull’esecuzione degli accertamenti»
L’AQUILA. A seguito delle numerose richieste pervenute, Cna ha organizzato un incontro con decine di installatori e di manutentori per approfondire i contenuti della nuova legge. La norma “Uni 10738” definisce i requisiti di sicurezza degli impianti a gas domestici e similari consentendo agli operatori del settore di valutare lo stato di sicurezza degli impianti esistenti indipendentemente dall’anno di costruzione. Ciò per stabilire se l’impianto a gas esaminato può continuare a essere utilizzato nello stato in cui si trova, senza pregiudizio per la sicurezza. Ciò premesso, nell’incontro svolto alla presenza dei portavoce settore installatori e manutentori di Cna Franco Marzolo e Mario Baglioni nonché del direttore Cna Agostino Del Re, è emersa «l’inadempienza da parte della Provincia, per i Comuni al di sotto dei 40.000 abitanti, delegata all’esecuzione degli accertamenti e delle ispezioni sugli impianti termici degli edifici con l’adozione dei regolamenti in quanto funzionali al perseguimento della sicurezza degli ambienti domestici e lavorativi, del rispetto dell’ambiente, del risparmio energetico». Tale condizione determina «un regime di deregolamentazione dell’attività, obbligatoria per legge, di certificazione degli impianti termici, con un effetto distorsivo del settore; ciò con grave danno per l’intera filiera, dalla concorrenza tra i soggetti certificatori al mancato perseguimento del risparmio per l’utenza e in genere del mancato raggiungimento degli obiettivi di tutela dell’ambiente e di risparmio energetico». In mancanza della regolamentazione l’intero impianto normativo «risulta vanificato in quanto, si sta assistendo al dilagare del fenomeno dell’abusivismo nel settore delle installazioni e delle manutenzioni degli impianti. Inoltre il settore dotato di alta professionalità e competenza, proiettato alla tutela e sicurezza dell’utente, rischia di avere ripercussioni negative di sviluppo sia sulle centinaia di imprese che sulla ricaduta occupazionale di 400 addetti del territorio con l’aggravamento dell’attuale difficoltà economica per gli eventi sismici».
«In conclusione», dice la Cna, «è fondamentale l’invito alla Provincia per risolvere il livello di pericolosità che può generarsi a causa dell’inadempienza e a cui potrebbe far seguito un’assunzione di corresponsabilità, applicando con la massima urgenza quanto previsto per legge senza alcun indugio. Tale condizione appare non più tollerabile perché priva di giustificazione e palesemente contraria alle disposizioni di legge attualmente vigenti». L’assemblea, all’unanimità, ha incaricato con piena delega i portavoce Marzolo e Baglione, qualora inascoltati dalla Provincia, a perseguire le idonee misure per il rispetto di quanto previsto per legge oltre che indire concrete iniziative di dissenso».
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