Impianto di piazza d’Armi La polemica non si placa

Alcune società sportive contestano la gestione della Asd Sam L’Aquila La replica: per accedere è necessario che ci sia un contributo da versare
L’AQUILA. Atleti, società, genitori, gestori. In queste ultime settimane il campo di atletica è al centro di una serie di polemiche in merito alle regole di ingaggio. Al centro delle critiche c’è la delibera numero 130, approvata dalla giunta comunale all’inizio di aprile. Un atto che proroga la convenzione con l’associazione Asd Sam L’Aquila che gestisce l’impianto da quasi due anni. Nell’occhio del ciclone le tariffe applicate con dei prezzi che avrebbero subìto un progressivo aumento nel corso dei mesi. I primi a lamentarsi sono stati i genitori di ragazzini iscritti ad alcune società sportive che utilizzano l’impianto. Un appello che ha trovato il sostegno di Alessandro Piccinini, consigliere di opposizione e appassionato di maratone. «Le proroghe», ha spiegato Piccinini, «sono avvenute con semplici comunicazioni e senza alcun atto. Una procedura irregolare». Per questo, è stata chiesta la convocazione della V Commissione “Garanzia e controllo”. La riunione si terrà domani alle 15.30 e vedrà l’intervento dell’assessore allo Sport, Emanuela Iorio. La stessa Iorio ha risposto alle polemiche ribadendo che «il tariffario allegato alla delibera è tra i più bassi in Italia a parità di prestazioni tecniche. Un ragazzo per allenarsi tutti i giorni costa alla società di appartenenza circa 15 euro, 80 centesimi al giorno. Inoltre, un disabile paga alla sua società 15 euro mensili, usufruendo gratis dell’impianto. Dov’è la discriminazione? Un genitore che paga circa 40 euro alla società sportiva di appartenenza, deve sapere che la stessa società spende circa 15 euro per usufruire di un impianto dal costo di 2 milioni l'anno». Sulla stessa linea i vertici dell’Asd Sam L’Aquila, dal patron Alfredo Pellecchia alla dirigente Paola Federici i quali hanno convocato una conferenza per ribadire che il campo d’atletica «non è più un parco pubblico alla mercé di chiunque come era prima del terremoto e ancor peggio dopo. Pertanto non deve sorprendere nessuno che ci sia un contributo da versare, proporzionato alle modalità di utilizzo, come non ci si scandalizza pagare la piscina oppure un campo di calcetto, oppure una palestra, oppure un campo da tennis. Purtroppo però l’opera mediatica che si sta facendo fa sì che l’opinione pubblica pensi che questo è un luogo inaccessibile e inavvicinabile». Di fatto, un privato può accedere all'impianto pagando 3 euro a ingresso (docce comprese) ed esistono carnet e abbonamenti. La società ha anche risposto alle polemiche in merito al fatto che il campo è chiuso la domenica. «Nel periodo in cui siamo stati aperti le presenze erano al minimo».(fab.i.)
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