Imprese al collasso e architetti in strada

Inscenato un consiglio straordinario all’aperto ai 4 Cantoni: «Di questo passo tante aziende edili verso il fallimento»
L’AQUILA. Hanno scelto l'aggregato simbolo del blocco della ricostruzione pubblica: il grande edifico ad elle, che fa angolo ai Quattro cantoni e abbraccia la sede dell'ex liceo Classico, della Biblioteca nazionale, del Convitto e della Camera di commercio dell'Aquila. Imbragato e puntellato, come nel 2009.
ARCHITETTI. E' qui che, ieri mattina, è andata in scena la protesta, determinata ma dai toni pacati «per rispetto di tutte le vittime del sisma», dell'Ordine degli architetti della provincia dell'Aquila, che hanno scelto di effettuare un consiglio straordinario del direttivo in pieno centro città. Unico punto all'ordine del giorno, la ricostruzione e l'impasse che si è venuto a creare con la mancanza di una governance negli Uffici della ricostruzione, Usrc e Usra, senza un responsabile dal 30 ottobre scorso, quando Raniero Fabrizi ha preso servizio a Roma, come capo della Struttura tecnica di missione. Caschetti in testa e lo stendardo dell'Ordine come sfondo della protesta, hanno affisso manifesti ed adesivi con su scritto "Architetti in agitazione" e il simbolo verde dell'ordine professionale, in corrispondenza dell'ingresso dell'ex liceo, davanti al Convitto e all'ente camerale. Gli stessi che, nei prossimi giorni, compariranno in tutti i cantieri del cratere 2009, dove è presente un architetto per la consulenza e la progettazione. «Chiediamo una risposta immediata ad una situazione delicatissima, che cade in un momento di crisi economica non indifferente», l'appello di Edoardo Compagnone, presidente provinciale dell'Ordine degli architetti, «le piccole e medie imprese, che hanno basato tutta la loro economia sulla ricostruzione, presto si troveranno in difficoltà. Qualcuna ancora sta usufruendo degli stati di avanzamento rilasciati negli ultimi mesi, ma in prossimità delle feste natalizie, quando le aziende si troveranno a pagare stipendi, tredicesime e fornitori, entreranno sicuramente in crisi di liquidità. E questo porterà verso il baratro del fallimento di tante piccole ditte. Inoltre, la maggior parte dei contratti, prevede che l'impresa non possa interrompere i lavori neppure in mancanza di erogazione dei fondi». Cantieri bloccati, stipendi a rischio, imprese che rischiano il fallimento e centinaia di professionisti con parcelle inevase: il tutto per l'assenza di un responsabile che possa garantire l'ordinaria amministrazione di Usrc e Usra. «In ogni cantiere, dove è presente la figura dell'architetto, verrà apposto l'adesivo che segnala lo stato di agitazione della categoria», ha detto Compagnone, «è una forma di protesta incisiva, ma nello stesso tempo discreta. Il governo avrebbe dovuto fare la nomina mesi fa, le conseguenze saranno pesantissime».
RISARCIMENTI. Intanto Danilo Taddei (presidente Associazione nazionale piccole e medie industrie edili e manifatturiere) e Alberto De Cesare presidente di Anaepa e Confartigianato, fanno sapere che tramite i loro legali stanno verificando i presupposti per istituire uno sportello per assistere i loro associati «nella quantificazione dei danni da richiedere allo Stato causati dalla negligenza delle istituzioni che ha portato al mancato rinnovo in tempo utile dei vertici deidue uffici speciali per la ricostruzione creando il blocco dei pagamenti».
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