Imprese escluse dai ristori, Biondi scrive al governo
L’AQUILA. «C’è una fetta di imprenditori e aziende che, a causa di un tecnicismo burocratico normativo, è tagliato fuori dal sistema di indennizzi promossi sino ad ora dal governo, sia con il decreto...
L’AQUILA. «C’è una fetta di imprenditori e aziende che, a causa di un tecnicismo burocratico normativo, è tagliato fuori dal sistema di indennizzi promossi sino ad ora dal governo, sia con il decreto rilancio sia con il decreto ristori bis. Una situazione che all’Aquila e nei comuni del cratere 2009 è resa ancora più complessa dai processi di ricostruzione in atto e che ho portato all’attenzione del presidente del Consiglio e dei ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico».
Lo denuncia il sindaco Pierluigi Biondi, ricordando che «le somme erogate dall’esecutivo nazionale per sostenere le attività produttive in crisi sono legate alla perdita percentuale di fatturato mettendo a paragone i mesi di marzo e aprile 2019 con i mesi di marzo e aprile 2020. L’unica eccezione prevista nei due decreti è concessa ai titolari di partita Iva aperta dopo il 31 dicembre 2018 a cui è riconosciuto un rimborso forfettario, perché l’attività potrebbe essere partita successivamente al periodo preso in esame. Quest’agevolazione, però, esclude numerosi soggetti registrati prima del 31 dicembre 2018. Anche questi, di fatto, diventati operativi successivamente al bimestre marzo-aprile 2019: la data di apertura della partita Iva, infatti, spesso non coincide con l’effettivo inizio dell’attività e di conseguenza con il primo giorno in cui si iniziano ad avere ricavi, come nel caso di quelle ricomprese, post 31 dicembre 2018. Una fattispecie che, in città e nel territorio, coinvolge diversi professionisti e titolari di attività commerciali». Biondi chiede una norma a tutela degli esclusi.

