Imprudente: cantieri fermi per il blocco dei pagamenti

L’AQUILA. «Dopo i grandi proclami degli ultimi mesi del 2014, attraverso i quali ci è stato raccontato che sono state stanziate le risorse necessarie alla ricostruzione e che va tutto bene, il sogno...
L’AQUILA. «Dopo i grandi proclami degli ultimi mesi del 2014, attraverso i quali ci è stato raccontato che sono state stanziate le risorse necessarie alla ricostruzione e che va tutto bene, il sogno è stato tristemente cancellato dalla realtà dei fatti. Dal primo gennaio 2015, infatti, l’Ufficio per i pagamenti dei Sal (Stato avanzamento lavori) del settore Ricostruzione privata è bloccato». A parlare è Emanuele Imprudente (L’Aquila città aperta), secondo cui la verità «è che il Comune dell’Aquila non è stato essenzialmente in grado di organizzarsi. Ci hanno raccontato che il concorsone avrebbe risolto le carenze di personale, ma oggi scopriamo che così non è anche, e soprattutto, per l’incapacità di organizzare gli uffici da parte di una politica comunale sempre improvvisata e gestita in maniera inadeguata da Cialente e dal Pd. E infatti non sono stati in grado di comprendere che non andavano affidati in modo esclusivo ad Abruzzo Engineering, società esterna, compiti fondamentali nel processo della verifica dei Sal. Tutta la filiera è composta oggi da 5 dipendenti a tempo indeterminato, cui se ne aggiungono altri due a tempo determinato. Ma per precedenti suddivisioni di mansioni effettuate in maniera improvvida, non c’è nessuno, ad esempio, che si occupa della verifica dei Durc (Documento unico di regolarità contributiva). Sono dunque giacenti circa 400 richieste ad esso relative, visto che questo compito è stato svolto fino a dicembre scorso, esclusivamente dai dipendenti della società, convenzionata con l’Ufficio speciale per la ricostruzione e non con il Comune. Eppure che la convenzione con Abruzzo Engineering fosse in scadenza a dicembre era cosa nota a tutti. Tuttavia la politica locale, capitanata dal signor “La ricostruzione siamo io e il mio partito,” non è stata in grado di programmare e tantomeno di riorganizzare le risorse interne per tempo. Il risultato è che, a oggi, le imprese rischiano il blocco dei pagamenti. Di conseguenza i cantieri si fermeranno, con evidenti ricadute nefaste in campo occupazionale, e i cittadini dovranno prolungare la loro permanenza forzata fuori casa ed essere assistiti a carico delle finanze pubbliche. Peraltro il rischio di ricorsi nei confronti del Comune, anch’essi pagati dunque dalla collettività, diventa reale. Cittadini, imprese e i coraggiosi dipendenti del settore ricostruzione privata, costretti a fare da parafulmine a causa di altri, aspettano risposte immediate. L’amministrazione», conclude Imprudente, «dia tempi certi di riorganizzazione dell’ufficio, assumendosi la responsabilità di fronte alla città del grave errore, e corra ai ripari».
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