Imu e Tasi, chi paga

Esentate le abitazioni principali tranne quelle di lusso
L’AQUILA. Puntuale come una cambiale, ecco approssimarsi la scadenza per il versamento del saldo di Imu e Tasi, fissata al 16 dicembre. Un appuntamento che riguarda i titolari di circa 26mila utenze dislocate sul territorio comunale, che complessivamente porterà nelle casse del Comune un gettito previsto in 9 milioni per quanto riguarda l’Imu, e altri 5,7 milioni per la Tasi. Dal pagamento sono esentate solo le abitazioni principali, a patto che non si tratti di immobili di lusso, classificati come A1, A8 e A9. Per abitazione principale, fa sapere il Comune, si intende l’immobile nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e hanno fissato la residenza anagrafica. L’Imu, inoltre, non si applica all’abitazione di anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero, a condizione che l’immobile non risulti locato. Dal 2015 è considerata adibita ad abitazione principale una sola unità immobiliare posseduta in Italia dai cittadini iscritti all’anagrafe degli italiani residenti all’estero, già pensionati nei rispettivi paesi di residenza, sempre a condizione che l’abitazione non risulti locata o concessa in comodato d’uso. Per quanto riguarda i terreni agricoli, da quest’anno l’Imu non è dovuta se si tratta di appezzamenti situati in montagna o in collina. Sono esentati anche i terreni a destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva, oppure quelli posseduti e condotti da imprenditori agricoli professionali. Sempre escludendo le abitazioni di lusso, la base imponibile di Imu e Tasi è ridotta del 50% se gli immobili sono concessi in comodato d’uso gratuito ai parenti entro il primo grado, se si tratta di immobili di interesse storico-artistico, o inagibili e di fatto non utilizzati. Lo stato di inagibilità o di inabitabilità è accertato dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario. Se i fabbricati sono inagibili a seguito del sisma vige l’esenzione totale di Imu e Tasi fino alla definitiva ricostruzione.
Per i fabbricati che hanno conseguito l’agibilità sismica nel corso dell’esercizio 2016, l’Imu e la Tasi sono dovute per il periodo successivo alla data di fine lavori. È possibile, infine, chiedere la riduzione del 50% della Tasi anche per motivi di reddito.
In questo caso possono avvalersi dell’agevolazione i contribuenti con reddito Isee inferiore a 10mila euro. Per il calcolo esistono dei coefficienti che consentono di stabilire quanto si dovrà pagare. Le indicazioni sono sul sito del Comune dell’Aquila.
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