In centinaia per l’addio a Lino Il sindaco: «Per sempre con noi»

Folla e palloncini bianchi alle esequie del 28enne deceduto sabato notte nella macchina ribaltata In chiesa i giocatori della Fucense di cui la vittima era il portiere e i colleghi della cartiera Burgo
ORTUCCHIO. «Ciao Lino!»: è stato questo il grido del sindaco di Ortucchio Raffaele Favoriti che ha rotto il silenzio all'arrivo della salma davanti alla chiesa. Centinaia di persone hanno atteso sul sagrato per dare l’ultimo saluto a Lino Raglione, il 28enne portiere della Fucense che ha perso la vita in un tragico incidente stradale sabato notte. Al seguito mamma Ornella, sostenuta dalla figlia Ilenia. E poi le comunità di Ortucchio, di San Benedetto, paese di origine di papà Vincenzo, di Trasacco, il comune dove si allenava con la squadra del Fucense. Tutta la squadra era in prima fila, c’erano i giocatori in divisa della sua precedente compagine, l’Ortigia, con l’allenatore Matteo D’Agostino, e poco distante i colleghi della Cartiera Burgo, dove il giovane lavorava in attesa della laurea alla facoltà di Ingegneria.
E poi non sono voluti mancare gli amministratori comunali di Ortucchio, quelli di San Benedetto dei Marsi, di Trasacco, Pescina, dei rappresentanti della Provincia e della Regione. Prima che la bara varcasse la soglia della chiesa di Santa Maria di Capodacqua tante persone hanno avvicinato i familiari per esprimere cordoglio e allo stesso tempo dire qualche parola di conforto. Subito dopo il feretro è stato accolto da padre Riziero Cerchi . Nel corso della funzione il parroco ha parlato di un «cuore trafitto, lacerato, perché si sente la mancanza di qualcuno d'importante». «Se ci siamo riuniti qui così tanti tutti insieme», ha aggiunto il sacerdote, «è perché Lino è stato un seme di Dio. Oggi è un fratello, un figlio, un amico di tutti e per tutti un esempio di una vita vera, una vita firmata da Dio».
Poi lo ha voluto ricordare come «un giovane capace di concepire la vita come un dono: Lino è stato l’equilibrio della famiglia e ha fatto da capofamiglia».
Si è poi rivolto alla madre seduta al primo banco. «Ieri mattina», ha detto, «sei stata grande Ornella e adesso come madre devi dare un annuncio diverso. Ieri hai dato in modo composto e con grande forza l’annuncio a tutti: “Lino non c’è più”. Ora devi dire: “Lino c’è ancora, in modo diverso”». Prima della fine della cerimonia funebre il primo cittadino, Favoriti, apparso molto provato dalla tragedia, è voluto salire sul pulpito per ricordare il giovane concittadino.
«Adesso dobbiamo farci forza e andare avanti», ha affermato con la voce rotta dalla commozione, «anche se non abbiamo nemmeno fatto in tempo ad asciugarci le lacrime per il nostro caro Mario Giordani morto a febbraio a 35 anni. Ed ecco che la nostra comunità si ritrova ancora riunita qui. Non riesco a capacitarmi del perché di una così grande tragedia. Lino lo ha sempre contraddistinto quel sorriso, così sincero, così schietto. Ci mancherà, ma resterà per sempre nei nostri cuori».
All'uscita dalla chiesa la salma è stata salutata con un lancio di palloncini bianchi.
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