In cima al Gran Sasso per vedere l’alba

Una squadra di volontari e sottufficiali del 9° Reggimento Alpini ha scalato di notte il Corno Grande per l’appuntamento
L’AQUILA. Sul Gran Sasso, ad aspettare l’alba. L’avventura è di un gruppo di sottufficiali e volontari in servizio nel 9° Reggimento Alpini dell’Aquila. Sono Piero Figurato, Luigi Palermo, Roberto D’Alonzo e Michela Mariano, tutti amanti della montagna. «Abbiamo fatto tantissime escursioni», dice a nome di tutti Piero Figurato, «sia nel lavoro che nella vita privata; tempo fa, durante una delle nostre escursioni domenicali, incontrammo un gruppo di ragazzi-conoscenti che stavano scendendo di buon mattino dal Corno Grande e ci raccontarono di aver trascorso la notte in quota (2.912 metri) per poter ammirare l’alba da lassù. Il loro racconto ci incuriosì talmente tanto, che decidemmo di salire il 16, notte di luna piena per una maggiore visibilità.
«E dopo qualche settimana di attesa», prosegue Figurato, «alle 00:45 del 17 abbiamo parcheggiato l’auto al piazzale di Campo Imperatore, per iniziare l’avventura. L’ascesa è iniziata all’una. E c’è stata subito una sorpresa: pensavamo di essere soli, invece c’erano diverse file di torce frontali, che percorrevano i sentieri della catena montuosa più bella del Centro Italia. L’attività si annunciava dunque entusiasmante, c’era una luna talmente splendente, che c’era visibilità anche a torce spente; l’imponente sentiero roccioso Direttissima del Corno Grande visto dal basso è uno scenario bellissimo, uno spettacolo che comunque oltre al suo fascino, spaventa un pochettino, perché dal basso sembra inattaccabile. Ma eravamo ben attrezzati. Dopo una cinquantina di minuti eccoci arrivati al famoso “Sassone”, ossia il punto in cui si lascia il sentiero facile per iniziare il sentiero roccioso di tipo alpinistico la Direttissima; da questo punto in poi massima concentrazione».
«Finalmente alle 4:30 siamo arrivati in vetta», conclude Figurato. «E alle 5:05 il momento più bello: l’alba. Uno spettacolo unico, incantati dalla bellezza del sorgere del sole, sembrava di essere in un posto magico come nelle fiabe; in quel momento tutti fermi e in silenzio. Eravamo in tanti». Nella discesa non è mancata una preghiera intorno al cippo dedicato ai loro colleghi, Massimiliano Cassa e Giovanni De Giorgi, caduti sul Corno Grande durante un’escursione nel novembre 2014.

